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Studenti in corsia per i piccoli pazienti dell’ospedale di Taormina - Foto

GIARRE. “Stare bene in ospedale: accogliete con un sorriso”. Un’esperienza quella vissuta nei giorni scorsi dalle studentesse partecipanti allo stage del corso di “Clown Teraphy” del liceo delle Scienze umane "Michele  Amari” di Riposto - Liceo classico di Giarre, nel reparto pediatrico dell’ospedale “San Vincenzo” di Taormina.

Le ragazze della clown therapy accompagnate dalla professoressa Maria Caserta e dall'esperto in clown therapy Roberto Raciti, hanno portato il sorriso ai bambini ricoverati nel nosocomio taorminese. “Possiamo affermare con maggiore consapevolezza che ridere può diventare veramente una teoria utile per accelerare il processo di guarigione - spiegano coralmente le ragazze che hanno partecipato al progetto -  Ridere è il primo passo di uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere”. I piccoli del reparto pediatrico dapprima sorpresi, restii ad aprire un dialogo, si sono lasciati andare al piacere della risata e non volevano che quelle belle fanciulle andassero via. Racconta la professoressa Caserta: «La sensibilità delle ragazze e l`amore che traspariva dai loro occhi e nei loro visi mentre cercavano un contatto con gli ammalati dimostrano quanto certi momenti in situazioni  “particolari” rendono grande il nostro liceo. Essere felici e` un diritto che appartiene ad ogni essere umano. Questo è il principio base che guida chi decide di portare  un sorriso in un posto così carico di tristezza e di malinconia com’e' un ospedale».

Infermieri, medici, parenti dei malati tutti hanno accolto con un sorriso le ragazze clown che hanno portato un’aria di giovinezza di speranza e di calore umano ai piccoli pazienti. Roberto Raciti noto operatore esperto in animazione: «Come diceva Patch Adams, inventore della Clown terapy: "Se si cura una malattia, si vince o si perde; ma se si cura una persona, vi garantisco che si vince, si vince sempre, qualunque sia l'esito della terapia". Noi tutti nel abbiamo avuto la dimostrazione pratica attraverso questa esperienza che mi auguro abbia prosecuzione anche nei prossimi anni scolastici. Vedere quei bambini afflitti dalle loro malattie per quelle ore spensierati e felici è un tesoro per il cuore di ciascuno di noi».

 

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