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FORZA ITALIA

Verdini pronto a lasciare Berlusconi, faccia a faccia col Cavaliere

Un incontro nel corso del quale l'ex braccio destro del Cavaliere avrebbe spiegato le ragioni del suo intendimento di staccarsi dalla casa madre, ribadendo la necessità di sostenere il pacchetto delle riforme concordato nel vecchio patto del Nazareno

ROMA. La separazione tra Silvio Berlusconi e Denis Verdini, almeno a sentire i più pessimisti dentro Forza Italia, è ormai questione di giorni. L'ex premier, rientrato oggi nella Capitale, ha incontrato a palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito. In tarda serata invece c'è stato il faccia a faccia con Verdini. Un incontro nel corso del quale l'ex braccio destro del Cavaliere avrebbe spiegato le ragioni del suo intendimento di staccarsi dalla casa madre, ribadendo la necessità di sostenere il pacchetto delle riforme concordato nel vecchio patto del Nazareno.

Nel pomeriggio, il vertice con lo stato maggiore di Fi prima per fare il punto sulla situazione economica di Forza Italia ad un anno dall'insediamento di Mariarosaria Rossi nel ruolo di amministratrice. Poi, per illustrare le linee di quello che dovrebbe essere il nuovo partito, un restyling profondo che porterebbe alla «liquidazione» di quello attuale: di cui potrebbe rimanere al momento una sorta di bad company (destinata ad estinguersi), alla quale verrebbe affiancata in tempi brevi la nuova formazione, il cui punto di forza dovrebbe essere il contatto diretto con gli elettori.

La tesoriera azzurra ha presentato, davanti ai big Fi (oltre al cosiddetto cerchio magico anche i capigruppo, i loro vice Ghedini e Licia Ronzulli), il bilancio 2014 che tra qualche giorno dovrà essere presentato. Una discussione prettamente tecnica in cui i temi politici sono stati marginali, con Denis Verdini nel ruolo di convitato di pietra. A tenere banco per tutto il giorno sono state proprio le voci del faccia a faccia tra il Cavaliere ed l'ex braccio destro. Concretizzatesi con l'arrivo di Verdini a Palazzo Grazioli per ora di cena, appuntamento a cui potrebbero essere stati chiamati anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Il senatore azzurro, che nel corso del pomeriggio ha incontrato diversi fedelissimi, non è disposto a rivedere la sua posizione. E lo ha ribadirlo ancora una volta all'ex premier: rivedere la linea di Forza Italia nei confronti del governo, soprattutto sulle riforme, e poi una 'revisione' della gestione del partito ormai - stando a sentire i verdiniani - nelle mani del cosiddetto «cerchio magico». Una linea (per quanto riguarda le riforme) che sembra condivisa anche da Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Difficilmente però Berlusconi cambierà idea, anzi, a sentire i suoi fedelissimi, dovrebbe evitare di fare aperture: non c'è niente da discutere, la linea è già decisa, è il leit motiv del cosiddetto cerchio magico. Comunque, Verdini - in caso di rottura totale - ha già pronto il piano B che prevede la creazione di gruppi autonomi. A palazzo Madama sono in corso manovre di posizionamento e stando agli ultimi conti, l'ex coordinatore azzurro può contare su 13 senatori. Da Forza Italia dovrebbe andar via anche Riccardo Mazzoni mentre è in forse Riccardo Conti. A questi si dovrebbero aggiungere poi diversi esponenti del gruppo Gal.

Oltre alla 'grana' Verdini, l'ex premier deve in ogni caso fare i conti anche con le casse del partito che, stando alla relazione fornita da Mariarosaria Rossi, difficilmente potranno essere riempite. La tesoriera ha illustrato nei dettagli i tagli che è stata costretta a fare, così come la cassa integrazione dei dipendenti, unica soluzione, in base alla situazione, per evitare il licenziamento. Berlusconi ha garantito il suo impegno stando a quanto stabilisce la legge ed invitando i presenti però a rendere il partito sempre più autonomo. L'ex capo del governo ha fatto inoltre sapere di essere pronto a 'dare una mano' per i ballottaggi di domenica e annunciando di voler iniziare al più presto un tour per l'Italia che ha come obiettivo quello di spiegare come l'unica soluzione per evitare di essere irrilevanti sia quella dell'unità dei moderati.

 

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