Sicilia, Palermo, Cronaca, Mafia e Mafie
ALESSANDRO ALESSI (in carcere)
MAFIA

Bar, sale giochi e centri scommesse. Pagliarelli, ecco su cosa investono i boss - Foto e video

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Nel mirino beni di Alessandro Alessi, Giuseppe Perrone, Vincenzo Giudice, Salvatore Sansone, Tommaso Nicolicchia, Giuseppe Castronovo, Stefano Giaconia, Carlo Grasso

PALERMO. Erano finiti nell’operazione Verbero dei carabinieri che aveva smantellato, pochi giorni fa, le famiglie mafiose di Pagliarelli, Villaggio Santa Rosalia e Corso Calatafimi. Adesso il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, con i militari dell’arma e il Servizio Centrale Investigazioni sulla Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle di Roma, ha sequestrato in via d’urgenza beni ad Alessandro Alessi 39 anni, Giuseppe Perrone 40 anni, Vincenzo Giudice 37 anni, Salvatore Sansone, 27 anni, Tommaso Nicolicchia, 30 anni, Giuseppe Castronovo, 45 anni, Stefano Giaconia, 30 anni, Carlo Grasso, 26 anni.

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ALESSANDRO ALESSI - condannato a 14 anni

ALESSANDRO ALESSI - condannato a 14 anni

GIUSEPPE PERRONE - condannato a 14 anni e 6 mesi

GIUSEPPE PERRONE - condannato a 14 anni e 6 mesi

Vincenzo Giudice - condannato a 18 anni

Vincenzo Giudice - condannato a 18 anni

SALVATORE SANSONE - condannato a 12 anni

SALVATORE SANSONE - condannato a 12 anni

TOMMASO NICOLICCHIA - condannato a 14 anni

TOMMASO NICOLICCHIA - condannato a 14 anni

Giuseppe Castronovo - condannato a 4 anni

Giuseppe Castronovo - condannato a 4 anni

STEFANO GIACONIA - condannato a 8 anni

STEFANO GIACONIA - condannato a 8 anni

CARLO GRASSO - condannato a 4 anni e 4 mesi

CARLO GRASSO - condannato a 4 anni e 4 mesi

I sequestri, disposti dalla Direzione distrettuale antimafia e già convalidati dal Gip del Tribunale di Palermo, hanno riguardato beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Nei loro confronti sono scattati sequestri di beni mobili e immobili. In particolare, a Vincenzo Giudice sono state sequestrate due auto intestate al fratello. A Salvatore Sansone sono stati sottratti un centro scommesse nel centro di Carini, formalmente intestato ad un altro soggetto, un’altra sala giochi a Palermo intestata al fratello, una moto ed un autoveicolo intestati ai familiari. A Tommaso Nicolicchia è stato sequestrato un bar a Palermo. A Stefano Giaconia sono stati sequestrati un’autovettura ed un appartamento a Altavilla Milicia.

Le indagini hanno dimostrato come gli indagati facessero ricorso a “prestanome” o ad alcuni familiari, cui sono stati intestati fittiziamente beni o attività commerciali, gestiti con precisi ordini e direttive ma senza mai figurare direttamente. Tuttavia, i successivi approfondimenti hanno evidenziato una netta sproporzione tra il tenore di vita dei falsi intestatari ed i loro redditi ufficiali. Le nuove indagini aggravano la posizione di Alessandro Alessi, a cui erano stati confiscati un’imbarcazione modello Mami, un terreno a Palermo, una società di gestione di impianti sportivi, una ditta individuale, due motocicli, un’autovettura e svariati conti correnti, del valore complessivo di oltre 1 milione di euro, tutti intestati ai familiari e a congiunti, ma riconducibili sempre ad Alessi.

La confisca, emessa dal Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione, conclude il procedimento per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale, iniziato tra il 2010 ed il 2011, nei confronti di Alessi, arrestato nel 2008 - e poi assolto da quel reato nel 2011 - per associazione di stampo mafioso. Nonostante l’assoluzione da quelle imputazioni il Tribunale di Palermo lo aveva già considerato un soggetto “socialmente pericoloso” e quindi sottoposto alla sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza ed alla confisca dei beni.

LE INDAGINI. Servono soldi ai boss. Soldi per sostenere le famiglie dei carcerati.

Ecco perché nonostante il rischio di pesanti condanne si sono rimessi in gioco nel traffico di droga. E il tanto denaro ricavato dallo spaccio veniva reinvestito in attività economiche quali bar e sale da gioco.

Era così per il bar dell’ospedale Civico e per la sala gioco in via Piave. Adesso gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Palermo insieme al Gico e ai carabinieri del nucleo investigativo hanno fatto scattare i sigilli per due internet point, a Palermo (via Andrea Giardina 36) e Carini (corso Italia 44).

E' stato sequestrato anche il Los Angeles bar di via Sperone 312. Nei giorni scorsi, erano stati messi i sigilli al bar dell'ospedale Civico, pure questo gestito da alcuni prestanome del clan di Pagliarelli. Complessivamente, i beni sequestrati con un decreto urgente della Procura (convalidato dal gip) hanno un valore di due milioni di euro.

Secondo le indagini gli esercizi commerciali erano affidati a prestanome, ma appartenevano a i tre componenti il trinvrato che regge il mandamento di Pagliarelli Alessandro Alessi, Vincenzo Giudice e Massimiliano Perrone.

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