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Toti alla guida della Liguria: "E' finita la guerra interna a Forza Italia"

ROMA.  "Ho assistito per un anno e mezzo in silenzio a un singolare gioco al massacro. Tutto ordito in casa. Dapprima le critiche di chi mi accusava alle spalle di essere un protetto del presidente". "Poi i mugugni per la mia candidatura alle Europee". "In troppi intenti a dare lezioni su come si vince, stando però seduti al caldo, professori competenti solo su come si sbriciola un partito. Adesso la musica è cambiata. La nuova classe dirigente di Forza Italia sarà formata solo da chi ha la forza e il coraggio di metterci la faccia. Domenica si è chiusa un' epoca". Così Giovanni Toti, neogovernatore della Liguria.

Quanto all' ipotesi primarie, rivendicate dal leader del Carroccio Matteo Salvini: "è giusto che la coalizione trovi regole per selezionare la propria classe dirigente. Decideremo insieme con gli alleati. Forza Italia non ha paura di confrontarsi". Sulle pagine del Corriere della Sera, Toti esclude di avere rimpianti per aver lasciato Mediaset per Fi, "soprattutto adesso" che "posso dedicare un pensiero a tutti quelli che premevano perché Berlusconi mi lasciasse dov' ero, perché evitasse di nominarmi suo consigliere politico". "Verdini, i verdiniani, i fittiani... Quell'epoca adesso è finita".

In un' intervista alla Stampa Toti torna invece sulla situazione sociale in Liguria: "intanto diciamo subito stop all' arrivo dei migranti". Spiega poi le sue ricette per l' occupazione, "la prima: accelerazione sulle infrastrutture"; "la seconda: uno sportello 'burocrazia zero', supersemplificazione per tutte le imprese". "Terzo: riduzioni mirate nei settori strategici, dalle start up alle ristrutturazioni".

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