Mercoledì, 22 Novembre 2017
LE SFILATE DI MILANO

Moda, le variazioni sulla bellezza in rosa secondo Prada

MILANO. Variazioni sulla bellezza in rosa, sì, da Prada! Mentre la moda si stava adattando a quello che credeva fosse ormai lo spirito unisex di questo tempo, la signora svolta e se ne va per conto suo alla ricerca della femminilità perduta. Come al solito Miuccia Prada fa discorso a parte, saranno poi gli altri a rincorrere questa vita alta delle sottovesti a palloncino, questi colori caramella pieni di fiocchi piatti,
bande a contrasto e broches luccicanti, questi inutili colli di pelo, questi completi pantaloni con giacchina stretta e breve e calzoni svasatelli e corti. Tutto è di una femminilità irreale, di un glamour dal sapore ancora nuovo, quasi «geneticamente modificato», come dice lei.

Un mese fa, in queste stessa infilata di sale - che allora erano severe e oggi sono albicocca e verde pisello - c'era la oda maschile di Prada con le ragazze in passerella a confondere i generi. Sembrava che fosse la nuova tendenza unisex e che dovesse durare a lungo, invece no, Miuccia cambia verso e tira fuori un lavoro ricercato sulla bellezza femminile, il glamour decorato e tanto lontano da minimalismo e severità.

Certo non è un'estetica tradizionale, è comunque paradossale, insegue qualcosa di non ancora detto, una bellezza geneticamente modificata, come ama ripetere la stilista. In questa operazione si fa aiutare da un materiale inusuale, un jersey che ha l'apparenza del neoprene e che confonde le idee, riempiendole di
colori forti, netti, senza sfumature. Guardi le giacche a doppiopetto, i cappotti smanicati da cui spuntano t-shirt di lana guarnite da lunghi guanti, osservi il tailleur azzurro e la serie di abitini con bretelline e top decorati, e non capisci cosa sia, se lana o che altro. È un gioco tra vero e finto, tra realtà? il classico tailleur pantalone ? e la sua finzione immaginata da Prada. Anche la pelle rivela il suo falso. C'è lo struzzo usato per la gonna e poi la grana dello stesso pellame che si allarga e diventa un motivo di molecole stampate sul
tessuto, poi ricamate con grosse pietre luccicanti.

La moda è un racconto visivo, e dentro c'è tanto pensiero avverte Miuccia Prada, parlando del proprio  lavoro che ha le sue ossessione e le passioni del momento. E così, ciclicamente, dopo aver affrontato il brutto e lo scarto, il dodecafonico e la mancanza di armonia facendoli sempre diventare moda - perché questo è lo scopo - ecco che Miuccia incrocia la bellezza, e come un eterno ritorno si pone il problema di affrontarla: perchè domandarsi cosa sia il bello e cosa sia il brutto in fondo sono la stessa cosa, almeno nella moda.

L'uno si avvale dell'altro, tra verità e finzione, tra falso tweed color menta, finta giacchina con la schiena nuda, finto cappotto senza maniche, finti gioielli, finta pelle stampata, finte sottovesti, finti fiocchi, finte decolletè chic, finti colori, finto classico: oppure è tutto vero perchè le cose si trasformano, non sono mai le stesse. «Occupandomi della Fondazione Prada - conclude Miuccia - mi sono accorta di poter dare un contributo importante perchè la moda ha una abitudine diversa al cambiamento», forse la moda cerca e conosce la novità meglio dell'arte.

© Riproduzione riservata

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