Venerdì, 16 Novembre 2018
LA RIFORMA

Partite Iva penalizzate, il governo apre alle modifiche

I giovani professionisti sarebbero penalizzati dal regime dei minimi: il tetto d’accesso è stato abbassato da 30 a 15 mila euro

ROMA. Le partite Iva: sembrano loro la nota dolente del governo Renzi, che - quasi in un velato mea culpa - annuncia, ad un solo giorno dal via libera alla legge di stabilità, possibili prossime modifiche alla normativa appena approvata. Il fatto è che gli autonomi non sono rientrati, nonostante le buone intenzioni, nella platea dei destinatari degli 80 euro, né nella versione del decreto Irpef, né nella stabilizzazione prevista nella manovra.

E sono stati aggiunti per il rotto della cuffia nelle agevolazioni Irap della legge di bilancio, con un comma specifico aggiunto in extremis al Senato a favore delle imprese senza dipendenti. Ora la polemica infuria perché guardando bene al capitolo della stabilità a loro espressamente dedicato, una larga fetta, soprattutto i giovani professionisti, risulterebbe penalizzata dal cosiddetto "nuovo regime dei minimi". Non solo, come previsto dalle disposizioni del governo Monti, per loro si annuncia dal prossimo anno al 2018 anche un progressivo aumento dei contributi Inps dal 29% al 33%.

La legge di stabilità 2015 ha superato il forfettone tremontiano del 5%, di durata di 5 anni o riservato agli under 35, istituendo per commercianti, artigiani e professionisti un nuovo regime forfettario con aliquota al 15%. Un regime che alza quindi la tassazione ma che, rispetto al precedente, diventa perenne e quindi ordinario per tutti coloro che hanno i requisiti richiesti. Per accedervi non ci sono più soglie di età ma solo di ricavi: se prima il tetto era unico ed era fissato a 30.000 euro, ora le soglie sono diverse a seconda del tipo di attività esercitata e variano da 15.000 euro per le attività professionali a 40.000 euro per il commercio.

Il "baco" della norma contestato sarebbe proprio qui: nel fatto cioè che i giovani professionisti freelance sotto i 35 anni e con redditi anche di poco superiori ai 15.000 euro resterebbero del tutto esclusi, mentre i commercianti vedono il loro tetto salire da 30.000 a 40.000 mila. In base ai calcoli del Mef ad essere interessati dalle nuove norme potranno essere 570.000 soggetti nel 2015 e 772.000 a regime. Una platea più ampia di prima, secondo il governo, che sottolinea anche come chi già accede al vecchio sistema può tranquillamente confermarlo finché ne avrà diritto.

La polemica politica però si arroventa, dalle opposizioni fino alle minoranze Pd ed anche il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, plaude all'intenzione di Renzi di introdurre misure ad hoc per i giovani. Lo strumento potrebbe essere uno dei decreti attuativi della delega fiscale che, all'articolo 4, prevede proprio la revisione dell'imposizione sui redditi di impresa e di lavoro autonomo e la previsione di regimi forfetari per i contribuenti di minori dimensioni.

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