Lunedì, 19 Novembre 2018

Raid pakistano contro terroristi: "Ucciso il capo dei talebani" - Le foto

ISLAMABAD. Mullah Fazlullah, leader del più importante movimento talebano pachistano (Tehrek-e-Taliban Pakistan, Ttp), potrebbe essere morto in un raid aereo pachistano nella provincia orientale afghana di Kunar pochi giorni dopo il massacro da lui approvato di 148 persone, quasi tutti bambini, nella Scuola pubblica militare di Peshawar.

La notizia, originata da alcuni messaggi oggi del ministero della Difesa pachistano sulla sua pagina Facebook e via Twitter, è stata immediatamente rilanciata da molti media locali e internazionali. Ma ancora  manca la conferma ufficiale di un comunicato della stessa Difesa o dell'ufficio stampa dell'esercito (Ispr).

Nessun commento è venuto neppure dai vertici del Ttp, che da quando è cominciata l'offensiva militare pachistana nei territori tribali del nord-ovest (Waziristan settentrionale e Khyber Agency) si sono dispersi, o rifugiati, nelle più sicure province orientali afghane.

Per l'opinionista di GEO Tv, Salim Safi, «la notizia è falsa perchè Afghanistan e Pakistan godono di buone relazioni, per cui se vi fossero veramente state informazioni di intelligence tali da localizzare il capo del Ttp, l'operazione sarebbe stata condotta dall'aviazione afghana col sostegno della Nato e non da quella pachistana in modo extraterritoriale».

La «testa» del Mullah Fazlullah, conosciuto anche in passato come 'Mullah Radio' per i suoi infervorati sermoni radiofonici nella Valle dello Swat, era stata chiesta personalmente a Kabul al governo afghano il 17 dicembre scorso, all'indomani cioè del massacro di Peshwar, dal comandante dell'esercito pachistano, generale Raheel Sharif.

Anche prima che assumesse il comando del Ttp il 7 novembre 2013 (dopo l'uccisione di Hakimullah Mehsud nel raid di un drone) il Mullah Fazlullah aveva guidato operazioni militari sia in Afghanistan sia in Pakistan.

Si dice che da lui venne anche l'ordine di realizzare l'attentato contro Malala Yusufzai, la ragazzina pachistana di recente insignita del Premio Nobel per la Pace.  Ad un certo punto, il 10 luglio 2009, si disse che era stato ferito gravemente, o addirittura che era morto, in una operazione dell'esercito. Ma fu lui personalmente a mostrarsi in pubblico in buona salute e a smentire l'accaduto.

Da quando è stato compiuto l'atroce attentato di Peshawar, comunque, il Pakistan ha cambiato marcia nei confronti di persone e movimenti legati al fenomeno terroristico. Alcuni condannati a morte sono stati impiccati dopo la revoca di una moratoria, e esercito e aviazione pachistani hanno moltiplicato le loro operazioni uccidendo, si assicura, «centinaia di militanti».

In uno dei raid odierni è stato ucciso anche a Darra Adam Khel (nord-ovest) il comandante Mustafa, fratello del leader del Ttp Khalifa Omar Mansoor, emerso ieri come l'orchestratore esecutivo del massacro di Peshawar.

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