Lunedì, 19 Novembre 2018
BANCAROTTA

Ispezione nella banca che concesse il mutuo al padre di Renzi

Interrogato dal sostituto procuratore: "Matteo non c'entra e non sapeva nulla"

GENOVA. Ispezione nella banca che concesse il prestito al padre del premier Matteo Renzi, accusato di bancarotta fraudolenta nell’indagine  seguita al fallimento della società di famiglia, la Chill Post.

Come rivela il Corriere della sera, Tiziano Renzi, 63 anni, è stato convocato dal sostituto procuratore Marco Airoldi come principale indagato. Nell’interrogatorio, assistito dal suo legale,  ha tenuto subito a chiarire: «Matteo in questa storia non c’entra nulla».

Per il resto l’imprenditore si è difeso dettagliatamente contestando le accuse relative a una vicenda nelle pratiche di fallimento e che mette in campo, sottolinea il quotidiano, "cifre modeste ma il punto è quel cognome: Renzi".

E proprio lo stesso giorno dell'interrogatorio a Renzi senior, la guardia di finanza ha svolto, su ordine della Procura, una perquisizione nella sede della Banca di credito Cooperativo di Pontassieve per acquisire documenti relativi alla concessione del mutuo e alle garanzie fidejussorie.

Il fallimento è stato decretato nel novembre del 2013. L'indagine era stata aperta tempo fa, la procura ha chiesto e ottenuto la proroga delle indagini e tre giorni fa ha notificato l'avviso di garanzia all'imprenditore.

Con lui sono indagati due ex amministratori, Antonello Gabelli e Gian Franco Massone, subentrati nella gestione societaria nel 2010. L'indagine è partita dalla relazione del curatore fallimentare: il tecnico avrebbe notato passaggi dubbi di denaro tra i vari rami d'azienda e uscite non giustificate. Da mesi quei movimenti sono sotto osservazione da parte del sostituto procuratore Marco Airoli e del procuratore aggiunto Nicola Piacente.

La società risulta essere stata intestata anche a Matteo Renzi e alle sue sorelle tra il 1999 e il 2004. Anche se in ambienti toscani vicini al premier si rileva che in realtà l'attuale presidente del Consiglio era intestatario di un'altra società nata dalla divisione della Chil Post, e cioè la Chil Srl.

La Chil, fondata da Tiziano Renzi, era stata trasferita dalla Toscana a Genova nel 2003, prima in via Fieschi, poi nella centrale Galleria Mazzini. Nel 2005 aveva lasciato la sede di via Fieschi dove era in affitto per un contenzioso con il proprietario dell'immobile per le condizioni in cui era l'immobile e per il mancato pagamento di tre mensilità per 8000 mila euro. Con un decreto ingiuntivo venne chiesto alla Chil di pagare 11 mila euro.

Nel 2010 Tiziano Renzi cedette un ramo d'azienda a un'altra società di famiglia dello stesso settore, la Eventi 6 srl, con sede a Rignano sull'Arno (Firenze), mentre la Chil venne ceduta a Gian Franco Massone, che aveva già una società di consegne.

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