Sabato, 22 Settembre 2018
ASSEMBLEA DEL PD

E' scontro tra Renzi e la minoranza: "Non si può votare a ogni intoppo"

Il deputato di Dem Stefano Fassina ha attaccato il segretario del Partito democratico: "Se vuole andare al voto lo dica subito". Ferma la posizione di Renzi. "Bello discutere e dialogare ma si deve anche decidere"

ROMA. «Se vuoi andare ad elezioni dillo, smettila di scaricare la responsabilità sulle spalle degli altri. La minoranza non fa diktat e non vuole andare al voto prima del 2018. Non ti permetto più di fare caricature di chi la pensa diversamente da te, è inaccettabile». Un attacco duro e diretto quello lanciato da Stefano Fassina a Matteo Renzi, intervenedo durante l'assemblea del Pd.

«Diventiamo non il partito della nazione ma dell'establishment, della troika - prosegue Fassina -. Stiamo riposizionando il Pd nella consapevolezza del nostro gruppo dirigente. Noi stiamo perdendo un pezzo fondamentale di rappresentanza del mondo del lavoro, del lavoro debole, subalterno. Stiamo cambiando identità, stiamo cambiando funzione politica. A me questo non va bene».

«A me pare che Renzi cerchi giustificazioni per andare al voto. È inaccettabile la delegittimazione morale e politica che fai in queste sedi di chi ha posizioni diverse dalle tue«, sottolinea Fassina concludendo in maniera concitata e rivolgendosi dal palco direttamente al suo segretario, il suo intervento, accolto da qualche applauso e dal brusio della platea. «Io non sto in Parlamento per gufare ma per esprimere un punto di vista costruttivo - sbotta il deputato della minoranza Dem -.Renzi ha espresso delle valutazioni inaccettabili su chi ha posizioni diverse dalle sue. Renzi è in difficoltà rispetto alle aspettative che ha generato e ora cerca un capro espiatorio per andare alle elezioni. È inaccettabile». Fassina ha comunque sottolineato: «Non sto pensando a uscire dal Pd».

E al deputato della minoranza Dem risponde direttamente Matteo Renzi, prima della chiusura dell'Assemblea del PD: «Fassina ha parlato con la passione che gli riconosciamo alzando non so se i toni ma di sicuro i decibel. A lui dico che non credo che qui ci siano delle caricature e non credo siano caricature quando vengo definito Thatcher de noantri, quando il Jobs act viene definito fascista e il programma economico da troika».

«È bello discutere e dialogare ma il principio è che a un certo punto si decide. Non ha senso tornare a votare a ogni intoppo. Serve il coraggio e la voglia di andare avanti sul serio», prosegue Renzi . «Pensate che andare al voto sia l'obiettivo di una forza politica che ha detto in tutte le lingue che vuole cambiare il Paese senza cambiare i parlamentari? Ha senso, Fassina? Per me no», conclude.

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