Giovedì, 15 Novembre 2018
IL DATO

Il grasso può diventare fonte di salute e bellezza: ecco come

Esperti a confronto su cellule staminali nella chirurgia plastica

ROMA. Il tessuto adiposo del nostro corpo può diventare una fonte di bellezza e salute. I chili di troppo non vengono visti solo come un problema estetico ma come una risorsa da cui poter estrarre le cellule staminali adulte utilizzate per rigenerare i tessuti. Lo scopo, infatti, è quello di restituire funzione e integrità a tessuti danneggiati, attraverso l'impiego di quello che il nostro corpo produce.

Valerio Cervelli, Direttore della Cattedra di Chirurgia Plastica dell'Università degli studi di Roma "Tor Vergata", racconta come queste cellule abbiano trovato impiego nella chirurgia plastica: "con una liposuzione possiamo prelevare il tessuto adiposo che attraverso un processo di filtrazione meccanica, consentirà di avere le cellule necessarie alla rigenerazione dei tessuti". In questo modo andiamo a utilizzare le cellule dello stesso paziente non solo per riempire, come nel caso di seno o viso, o per il ringiovanimento della pelle, ma anche per combattere un problema di difficile soluzione come l'alopecia.

Durante la sesta Conferenza Internazionale sulla Chirurgia Rigenerativa promossa dall'Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti e dall'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" che si e' aperta a Roma e che si concludera' il 13 Dicembre in partnership con l'Esercito Italiano, si parlera' appunto degli ultimi studi, ricerche e tecniche relative alla chirurgia rigenerativa ed all'utilizzo delle cellule staminali nella chirurgia plastica sia in ambito ricostruttivo-rigenerativo che estetico. Verranno discussi nel congresso anche altri impieghi della chirurgia rigenerativa come l'uso del grasso nella ricostruzione mammaria e nell'aumento di volume del seno. Infatti in pazienti selezionate l'utilizzo del grasso autologo arricchito con fattori di crescita e cellule staminali adulte rappresenta una valida alternativa alle protesi. Il tessuto adiposo viene infatti prelevato da altre parti del corpo della paziente come cosce, fianchi e addome per riempire e ricostruire le mammelle.

A questo grasso vengono aggiunte le cellule staminali e i fattori di crescita che agiscono come comando capace di dare indicazioni precise al tessuto adiposo ottenendo il risultato sperato e consentendo un minor riassorbimento. "I risultati - spiega il professor Cervelli - hanno mostrato un maggior mantenimento nel tempo del volume mammario. In questo modo abbiamo dimostrato quanto le due innovative tecniche siano sicure, dopo un follow up di 8 anni, e di straordinaria efficacia".

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