Mercoledì, 21 Novembre 2018
LEGGE DI STABILITA'

Manovra, rush finale al Senato ma resta il nodo del Tfr in busta

Tra le ipotesi sul tappeto anche quella di ridurre il prelievo sugli investimenti dei fondi pensione dall'attuale 20 per cento sotto la soglia del 17%

ROMA.Parte il rush finale della Legge di Stabilità in Senato. Il menù delle modifiche possibili è già fissato: dovrebbero interessare soprattutto il Tfr in busta paga, l'aumento delle aliquote sui fondi pensione e la retroattività delle aliquote Irap.

Insomma gli argomenti indicati dallo stesso relatore, Mauro Guerra del Pd al termine dei lavori della Camera: «Consegniamo al prossimo lavoro parlamentare il compito di intervenire per alleggerire» l'aggravio della tassazione «su fondi pensioni, Tfr, fondazioni, casse, con l'impegno del governo a intervenire» e anche sui minimi e sull'Irap. L'ipotesi sul tappeto è quella di ridurre il prelievo sugli investimenti dei fondi pensione dall'attuale 20 al 15-17%.
Ma non è esclusa anche qualche «uga in avanti» dei senatori e, come noto, anche lo stesso governo potrebbe utilizzare il veicolo della manovra per inserire soluzioni ad emergenze dell'ultimo momento o soluzione di vecchi temi. Due «partite» importanti sembrano però ormai esterne alla manovra: il tanto contestato inserimento del canone Rai in bolletta elettrica, che il premier Renzi non vuole, e la nuova «local tax». Quest'ultima viaggerebbe con un provvedimento separato. Si pensa infatti ad un decreto ad hoc, più organico, che arriverebbe a gennaio.
Altra partita ancora «aperta»e che dovrebbe trovare posto nella manovra è quella sulla quale si tratta ancora tra Governo, Regioni e Province. Il tentativo dei governatori sarebbe quello di attenuare il peso dei tagli senza però modificare il saldo finale. Così nella ripartizione salterebbe anche 1,5 miliardi al Ssn con annesse polemiche. Ma la trattativa è ancora da chiudere, il governo non vuole ridurre ma solo rimodulare il taglio da 4 miliardi. Così una nuova riunione dei governatori si terrebbe in settimana per arrivare a consegnare un testo, se possibile condiviso, insieme agli emendamenti del Governo che arriverebbero alla commissione Bilancio di Palazzo Madama giovedì prossimo.
Da definire il piano periferie. Resta inoltre ancora da definire il progetto annunciato da Matteo Renzi che destina 200 milioni per il «rammendo» delle periferie. Progetto sul quale è impegnato il senatore a vita Renzo Piano. Lo stanziamento, che - ha annunciato il premier - sarà inserito nella discussione al Senato, farà partire il progetto di recupero delle periferie urbane come risposta al degrado e alle violenze.

Si discute infine ancora di Imu agricola. Il governo si è impegnato a rivedere l'intera materia. Il sistema, visto che si dovrebbe pagare il 16 dicembre e la manovra invece entra in vigore il primo gennaio, sarebbe quello di un decreto «a perdere». Cioè un intervento che produrrebbe subito i suoi effetti ma poi non verrebbe convertito in legge venendo invece assorbito nella Stabilità. Un ultimo punto controverso riguarda i Comuni: la stessa relazione tecnica indica infatti che le fusioni tra comuni che beneficeranno dello stop per 5 anni per il Patto di stabilità genereranno oneri per lo Stato pari a circa 300 milioni. Norma allo stato non coperta e quindi passibile di incagliarsi tra le «strettoie delle ammissibilità».

Le altre misure previste. Dalle pensioni agli e-book, dai pasti per i poveri al finanziamento ai partiti: sono numerose le modifiche alla legge di stabilità apportate alla Camera. Eccone alcune.
Detraibilità del finanziamento ai partiti: si chiariscono le norme in vigore. Anche candidati ed eletti, e chi versa mensilmente, come vincolato da statuto, una quota della sua indennità al partito, può detrarre il versamento dalle tasse, perché considerato «erogazione liberale». Stretta anti-evasione: l'Agenzia delle Entrate potrà usare a pieno le banche dati, senza concentrarsi sulle liste selezionate, cioè solo sui contribuenti a maggior rischio evasione, come era stato previsto dal dl Salva Italia.

Cambia bonus bebe': assegno solo per i nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25 mila euro, che raddoppia sotto quota 7mila. Buoni acquisto per le mamme: arrivano mille euro all'anno in buoni acquisto per le mamme che hanno almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro, pari a circa 32mila euro di Ise, con cui poter comprare prodotti e servizi per i figli. Fondo famiglia, asili e Sla: nel 2015 le risorse del Fondo famiglia si riducono rispetto al ddl del governo, perché' utilizzate per finanziare le non autosufficienze (il cui fondo sale a 400 milioni) e gli asili (100 milioni di euro).

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