Venerdì, 21 Settembre 2018
LA SCOPERTA

Il fumo "cancella" il cromosoma maschile Y

Il risultato potrebbe spiegare il perché i tumori siano più comuni negli uomini che nelle donne

ROMA. Il fumo cancella il cromosoma Y: gli uomini fumatori hanno un rischio triplo, rispetto ai non fumatori, di perdere il cromosoma maschile. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve ad un gruppo di ricerca coordinato da Jan Dumanski e Lars Forsberg, dell'università svedese di Uppsala. Il risultato potrebbe spiegare il perché i tumori, nei fumatori, siano più comuni negli uomini che nelle donne.

La scoperta è stata realizzata analizzando in oltre 6.000 uomini una vasta serie di parametri legati alla salute e stile di vita, come età, abitudini alimentari, livello di educazione. E'emerso è che i cromosomi Y, il 'pacchetto' di Dna fondamentale per la determinazione del sesso, scompaiono molto frequentemente dalle cellule del sangue dei fumatori. Il fenomeno è molto più raro invece nei non fumatori o nei soggetti che sono riusciti a smettere. L'effetto del fumo, spiegano i ricercatori, sembrerebbe essere direttamente legato alla quantità di sigarette che si fumano e smettere porta alla 'riconquista' dei cromosomi Y.

Nonostante non sia ancora pienamente compreso il possibile nesso tra la perdita di questo cromosoma e l'insorgenza di tumori, lo studio dimostra come il fumo sia un grande pericolo per il Dna, in particolare il cromosoma Y.

Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'università di Roma Tor Vergata, "è noto che il fumo causa danni genetici e che il cromosoma Y sia un obiettivo privilegiato delle mutazioni. Si tratta infatti di un cromosoma molto instabile tanto che con l'età tende a 'distruggersi' e si ipotizza che potremmo addirittura perderlo del tutto nel corso dell'evoluzione. Questo studio mette insieme questi due fenomeni e dimostra che il fumo accentua i danni al cromosoma Y". E' anche noto, aggiunge, che ''nei maschi esiste un'incidenza di tumori più elevata e lo studio sembra quasi spiegarne il motivo. Il lavoro però non riesce a dimostrarlo pienamente, non riesce a fornire un collegamento diretto tra questi due fenomeni".

© Riproduzione riservata

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