Domenica, 18 Novembre 2018
LA CURIOSITA'

Google rivela l'indice di infelicità: ecco quando siamo tristi

Il giorno più gioioso è Natale

NEW YORK. Depressione, ansia, dolore, stress e fatica: uno studioso americano ha analizzato le ricerche fatte su Google di queste cinque parole chiave, per creare un indice dell'infelicità e capire quando siamo allegri o quando giù di morale.

I risultati ottenuti mostrano che il giorno più gioioso è Natale, seguito a ruota dal 24 dicembre e da Capodanno, mentre i periodi più tristi sono l'autunno e la primavera. Un mercoledì qualunque intorno a fine aprile, per esempio, potrebbe essere considerato il giorno più infelice dell'anno.  Per quanto riguarda le giornate della settimana, invece, il picco di dolore e di ansie si registra di lunedì, quando si torna al lavoro dopo il weekend, mentre quello di stress e depressione il martedì, e quello della fatica il mercoledì.

L'indice si abbassa rapidamente quando ci si avvicina al fine settimana e inizia a risalire di domenica. Secondo lo studioso, tuttavia, osservando il grafico si nota che il divario tra il weekend e i giorni infrasettimanali si restringe nei mesi estivi: i picchi di infelicità e gioia, per esempio, sono molto meno distanziati nel mese di luglio rispetto a quelli di marzo e aprile.

«È stato dimostrato abbastanza chiaramente che più la luce del giorno diminuisce, più la gente proverà sentimenti di depressione e ansia», ha affermato il dottor Elinore McCance-Katz, psichiatra al Substance Abuse and Mental Health Services Administration, commentando i risultati della ricerca. Tale motivazione non spiegherebbe come mai il giorno più felice dell'anno è il 25 dicembre, ma gli esperti sottolineano che in questo caso scende in campo un altro fattore determinante, ossia l'euforia da vacanza. A livello quotidiano, infatti, se si analizzano le giornate tradizionalmente di festa come il Ringraziamento, la vigilia di Natale, il giorno di Natale e il giorno di Capodanno, si nota che sono tutti tra i giorni più allegri dell'anno.  E cosa succede nei mesi primaverili, quando in teoria con le giornate che si allungano e le temperature più miti si dovrebbe essere più felici? Il dottor McCance-Katz afferma che «ci sono diversi neurotrasmettitori responsabili dei disturbi dell'umore», e le persone in quei periodi possono avere squilibri di serotonina e melatonina determinati dalla lunghezza del giorno, che possono influenzare l'umore».

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