Mercoledì, 19 Settembre 2018
IL CASO

Scandalo a corte in Thailandia, la principessa privata del cognome reale

La decisione è stata presa dopo la vicenda di corruzione che ha coinvolto la famiglia della principessa. La mossa del principe ereditario sembra l'anticamera al divorzio

BANGKOK. Era il cognome da futura regina, un titolo onorifico di cui fregiarsi. Ma l'emergere di uno scandalo di corruzione che ha coinvolto alcuni familiari della principessa thailandese Srirasmi, in un Paese dove vige la legge di lesa maestà più severa al mondo, lo ha reso ora un nome tabù che ha scosso la famiglia reale di Bangkok e scatenato una ridda di supposizioni anche in vista dell'inevitabile successione.

Il cognome «Akhrapongpricha», conferito all'ex cittadina comune Srirasmi(42 anni) nel 2001 in seguito al matrimonio con il principe ereditario Vajiralongkorn (62), è stato infatti tolto ai familiari della donna in seguito a un ordine dello stesso erede al trono, di cui Srirasmi è la terza moglie. Il provvedimento è stato preso in seguito all'arresto di tre altissimi funzionari di polizia che sono parenti della donna, e che secondo le accuse avrebbero sfruttato il cognome reale per un giro di estorsioni, contrabbando e traffici illegali di oltre 250 milioni di euro.

Le indagini, che hanno portato all'arresto di 19 persone in tutto e anche alla morte di un accusato subito definita un «suicidio», si sono sviluppate progressivamente nelle ultime due settimane, con un crescente imbarazzo dei media thailandesi dato il pervasivo clima di autocensura dovuto alla legge di lesa maestà. Il leader della gang è infatti uno zio di Srirasmi, il tenente generale di polizia Pongpat Chayaphan, ex responsabile dell'Ufficio centrale delle investigazioni della Thailandia. Assieme ad altri, Pongpat è stato accusato anche di lesa maestà per essersi avvantaggiato del cognome il cui uso gli è stato ora vietato. Le conseguenze dello scandalo sulla famiglia reale non possono essere dibattute nel Paese, così come le voci sulla vita privata e sentimentale di Vajiralongkorn - che non gode della stessa autorità morale del padre presso la popolazione - non possono essere riportate.

La mossa nei confronti di Srirasmi, da cui il principe ha avuto un figlio che oggi ha nove anni, è comunque interpretata come un'anticamera del divorzio. Il tutto avviene in un contesto di profonda incertezza derivante dal progressivo indebolimento fisico del re Bhumibol Adulyadej, che questo venerdì compirà 87 anni. In ottobre il sovrano - sul trono dal 1946, e in sostanza l'unico monarca che la maggioranza dei thailandesi ha mai conosciuto - è stato ricoverato per nuovi problemi di salute. Le sue apparizioni pubbliche si sono fatte sempre più rade negli ultimi anni. L'attuale giunta militare del generale Prayuth Chan-ocha, che lo scorso maggio ha preso il potere dopo sette mesi di proteste anti-governative, non ha fatto mistero di considerare la difesa della monarchia - e in particolare della figura di Bhumibol, considerata semi-divina - come una priorità assoluta, applicando con rinnovato vigore la legge di lesa maestà e stroncando sul nascere qualsiasi forma di dissenso.

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