Venerdì, 16 Novembre 2018
IL PREMIER A 'IN MEZZ'ORA'

Renzi in tv: “Andiamo avanti con le riforme. Berlusconi? Non dà più le carte”

ROMA. “Non sono qui per cercare di far contente le persone altrimenti farei come quelli che mi hanno preceduto. A me interessa rimettere l'Italia in condizione di competere nel mondo" e che "la gente non perda fiducia nell'Italia”. Lo afferma il premier Matteo Renzi a 'In mezz'ora'. "Possono perdere fiducia in me ma l'importante è che chi si alza la mattina per andare a lavorare non pensi 'non ce le faremo mai'".

Il risultato in Emilia Romagna è ''secondario: abbiamo vinto in 5 regioni su 5. Questo è primario''.  ''Sono dispiaciuto e desolato, (l'astensionismo) è un'occasione persa. Ma è un fatto secondario''.

“L'Italicum prima del presidente della Repubblica? Non sono in grado ora di dare una risposta perchè dipende da quando si dimette il presidente della Repubblica. Sicuramente non si possono tirare i remi in barca sulle riforme perchè potrebbe accadere qualcosa su un altro fronte”. E ancora:. "La verità è che Salvini sta facendo una bellissima scommessa per la sua parte, scommette sulla rabbia e la disperazione. Io scommetto sul coraggio".

''Non ho paura della Lega e di Salvini o di Beppe Grillo e del movimento 5 stelle: Grillo ha cavalcato la rabbia, noi abbiamo cavalcato la speranza e vinto 40 a 20'', ha detto il premierriferendosi al risultato delle europee.

"Se i Cinque Stelle sono disponibili a scrivere assieme regole, tutta la vita", ha detto Renzi a 'In mezz'ora' su RaiTre, soffermandosi sulla possibilità di interloquire con i 5S su riforme e legge elettorale.

"Berlusconi sta al tavolo ma non dà più le carte", ha spiegato ribadendo che il fatto che l'ex cavaliere "sia contro il governo dimostra che l'accordo del Nazareno non è sul governo del Paese".

Secondo Renzi c’è da essere ottimisti: “Abbiamo di fronte un Paese che dà i primi segnali di ripresa, sia pur flebili”. Sul dibattito interno al Pd: "Una parte della sinistra immagina che si possa tutti i giorni fare le pulci al governo non rendendosi conto che l'alternativa non è un'altra sinistra - ha detto il premier -, ma l'alternativa è una destra con nome e cognome, la destra di Marie Le Pen in Francia".

 

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