Lunedì, 19 Novembre 2018
IL PERSONAGGIO

M5s a un direttorio, Baudo: "Grillo non è un politico, partito più grande di lui"

Secondo il presentatore televisivo, è una «dimostrazione molto sincera, quasi un'ammissione, della sua incapacità personale di essere davvero il capo di un movimento politico»

ROMA. «Mi aspettavo che prima o poi sarebbe successo, perché lui non è un uomo politico. Lo conosco, l'ho frequentato, ma lui è un artista. Ha inventato questa cosa del partito ma ha creato una cosa più grande di lui». Lo dice, intervistato da Qn, Pippo Baudo, per il quale la decisione di Grillo di affidare il Movimento 5 stelle a un direttorio è una «dimostrazione molto sincera, quasi un'ammissione, della sua incapacità personale di essere davvero il capo di un movimento politico».

«Sarebbe stato un miracolo se Grillo ci fosse riuscito, come se Churchill fosse stato Fred Astaire», aggiunge. Una sera che Grillo «si è messo al pianoforte e ha suonato e cantato», racconta Baudo, «anche la moglie mi ha detto: "Ah, se tornasse a fare questo saremmo tutti più contenti"».

La sua previsione ora è che «questi ragazzi finiranno sbandati. Hanno assaporato una cosa bellissima: con 180-200 voti sul web sono diventati deputati o senatori, mentre c'è gente che ha lavorato una vita a fare comizi a destra e manca per raggranellare migliaia di voti», poi aggiunge, che «non è detto», ora «hanno una grande responsabilità».

In generale Baudo vede «un momento di antipolitica, di sfascio. E questo proprio in un momento in cui il Paese va male e la disoccupazione aumenta», la verità è che «oggi non abbiamo nè De Gasperi, nè Togliatti, nè Moro nè Berlinguer».

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