Mercoledì, 19 Settembre 2018
LONDRA

Isis, in Gran Bretagna condannati i fratelli jihadisti reduci dalla Siria

Il giudice ha detto che i due non avevano intenzione di fare attentati in Inghilterra, ma ha condannato Mohommod e Hamza rispettivamente a quattro anni e mezzo e tre anni di reclusione

LONDRA. Sono i primi due cittadini britannici ad essere condannati per aver preso parte ad un programma di addestramento per jihadisti in Siria. E sono anche i primi due condannati a neanche 48 ore dall'annuncio del ministero degli Esteri britannico di misure più stringenti e provvedimenti più severi contro i 'foreign fighter', per fronteggiare la «minaccia peggiore di sempre» contro la Gran Bretagna. Si chiamano Mohommod e Hamza Nawaz, hanno 30 e 24 anni, sono fratelli e sono cresciuti a Stratford, quartiere nell'est di Londra. La famiglia ne aveva segnalato la scomparsa lo scorso agosto: i due fratelli avevano detto che sarebbero andati a cena fuori e invece erano partiti per la Francia sull'auto di Hamza.

A Lione si erano imbarcati su un volo per la Turchia e da lì avevano passato il confine con la Siria per raggiungere un campo di addestramento jihadista vicino Latakia. Sono stati fermati al loro rientro in Gran Bretagna, lo scorso settembre. L'arresto era scattato subito dopo che la polizia li aveva trovati in possesso di munizioni per kalashnikov, foto e video del campo di addestramento sul telefonino. Tra le immagini, ce ne era anche una del loro programma quotidiano: sveglia alle 4.30 del mattino, preghiere e lezioni di religione, poi allenamento fisico dalle 6 alle 8. «Addestramento militare» due volte al giorno e di nuovo preghiere e lezioni di religione attorno alle 10 di sera.

Secondo il giudice l'obiettivo dei 'fratelli della jihad' era frequentare più di un campo di addestramento per poi unirsi in Siria al gruppo Junud al-Shaam ('Soldati del Levantè). Non è chiaro per quale motivo siano ritornati dopo poche settimane. Come non ci sono prove che abbiano effettivamente combattuto tra le file dei jihadisti. È invece certo che i due fratelli non avessero intenzione di pianificare attentati in Gran Bretagna. «Non era il loro obiettivo», ha detto il giudice che, tuttavia, anche di fronte all'ammissione da parte dei due fratelli di aver partecipato all'addestramento, ha condannato Mohommod e Hamza rispettivamente a quattro anni e mezzo e tre anni di reclusione. Il maggiore, oltretutto, nel 2009 era già stato condannato a sei anni di carcere per rapimento, estorsione e aggressione.

Era stato poi scarcerato, ma aveva il divieto di lasciare la Gran Bretagna. Quella di oggi è comunque una condanna esemplare per gli oltre 500 britannici che sono partiti per combattere al fianco dell'Isis. E, per Scotland Yard, una «sentenza che crea un precedente». Nell'ottica delle nuove misure annunciate due giorni fa dal ministro degli Interni Theresa May, questo potrebbe essere il primo di una serie di casi simili ad approdare in tribunale nelle prossime settimane. Dopo la condanna dei due fratelli di Londra, l'attenzione della polizia si concentrerà sulla famiglia che, nelle storie di 'foreign fighter', le autorità britanniche sperano possano esercitare una pressione sui figli a non unirsi ai terroristi. Era veramente segreto il loro piano? Da quanto emerge, alcuni membri della famiglia pensavano che Mohommod e Hamza fossero partiti per la Scozia per lavorare in un'organizzazione caritatevole. Ma la tesi è poco credibile visto che in queste settimane Hamza ha scritto al fratello Hussain un messaggio su Whatsapp rivelandogli le sue intenzioni. «Siamo partiti per la Siria, lo so che si arrabbieranno tutti per questo ma è quello che vogliamo fare. Mi farò vivo presto», scriveva il minore dei due fratelli dal suo campo di addestramento alla jihad.

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