Lunedì, 24 Settembre 2018
PRIMO CASO ITALIANO

Ebola, su Facebook il rammarico del medico catanese contagiato

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Emergency specifica nel suo sito che "Per rispetto della privacy del collega e della sua famiglia, per ora Emergency non rilascerà altre dichiarazioni"

PRATICA DI MARE. Aveva rassicurato fino a pochi giorni fa sul suo stato di salute attraverso Facebook il medico siciliano di Emergency, primo italiano ad aver contratto il virus Ebola. Sul suo profilo, infatti, aveva scritto "Per me tutto ok, per altri purtroppo no. E’ piuttosto triste". Un modo per rassicurare chi lo conosce, ma allo stesso tempo per sfogare la grande tristezza nel vedere tanta gente che soffre e muore in Sierra Leone.

Di lui non si sa poco, per motivi di privacy, ed Emergency specifica nel suo sito che "Per rispetto della privacy del collega e della sua famiglia, per ora Emergency non rilascerà altre dichiarazioni". Si sa che si chiama Fabrizio, ed è un medico siciliano 50enne che ha contratto l'Ebola durante la sua prima missione con Emergency in Sierra Leone.

Prima di partire per l'Italia, dove è arrivato stamattina, ha contattato i suoi familiari. Lo ricostruiscono alcuni quotidiani che hanno riportato colloqui con moglie e una figlia. "State tranquilli, è tutto sotto controllo: mi sento bene e sarò curato", ha detto il medico a una delle sue due figlie, la più grande, come scrive La Stampa. "Io mi sento bene - ha aggiunto al telefono prima di partire - e sarò assistito e curato nel migliore dei modi. Mi senti? Se ti sto parlando vuol dire che è tutto ok". "Le rassicurazioni di mio padre sono state sicuramente un grande regalo - ha rilevato la ragazza - perché sentire dalla sua voce che sta bene è tutta un' altra cosa che saperlo per via indiretta. Ma la paura c' è sempre". La moglie del medico, in un'intervista al Corriere della sera, sottolinea di volere "rassicurazioni vere, e che non c'è stato contatto con i ministeri degli Esteri e della Salute....". Neppure diretti con i vertici di Emergency: "Non abbiamo parlato con Strada - osserva - ma con una ragazza molto gentile, lo dico senza polemica. Avranno tutti tante cose a cui pensare. Però noi vogliamo notizie certe". Spiega che per suo marito "stavano scadendo i tre mesi di aspettativa dall' ospedale" e che "venerdì sarebbe tornato in Italia" e che quindi "ce l' aveva quasi fatta". La famiglia del medico chiede all'autorità di "avere notizie certe" e di "sapere se passeranno settimane o mesi prima di rivederlo".

"Tutto lo staff impiegato nel Centro di cura per i malati di Ebola di Emergency - si legge sempre sul sito dell'associazione di volontariato - segue una formazione specifica sui protocolli di protezione per evitare il contagio e la diffusione del virus. Tuttavia, nessun intervento sanitario in un'epidemia così grave può essere considerato completamente privo di rischi".

Il medico è atterrato questa mattina a Pratica di Mare ed è stato condotto all'Ospedale Spallanzani di Roma, dove verrà curato con le terapie sperimentali usate negli altri casi di contagio di medici e infermieri.

«Non si specula così sulle persone: basta a questo circo mediatico. A noi interessa soltanto la salute di mio marito». Così la moglie del medico catanese che ha contratto il virus Ebola all'Ansa. «Siamo rimasti a casa a Enna con le mie figlie - aggiunge - perchè non è possibile incontrare Fabrizio e per evitare i giornalisti e null'altro».

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