Sabato, 22 Settembre 2018
IL DATO

Pil: Italia ancora in contrazione, crescono Francia e Germania

E' il tredicesimo mese consecutivo senza crescita del nostro Paese. Parigi fa registrare un +0,3% trainato dai consumi delle famiglie. Anche a Berlino torna a rialzarsi il prodotto interno lordo

ROMA. L'economia italiana continua a contrarsi nel terzo trimestre 2014. Secondo le stime preliminari dell'Istat, il Pil è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% rispetto al terzo trimestre 2013. L'economia era rimasta ferma sullo zero nel primo trimestre 2014 ed era arretrata dello 0,2% nel secondo. Dopo tredici trimestri consecutivi di mancata crescita, cioè con una variazione del Pil negativa o pari a zero, l'economia italiana è «ai livelli del 2000». È quanto sottolineano i tecnici dell'Istat rendendo noti i dati del terzo trimestre.

La Francia ha registrato una crescita del Pil nel terzo trimestre dello 0,3%, sopra le attese che parlavano di un aumento limitato allo 0,1%. Nel trimestre precedente, informa l'istituto di statistica Insee, l'economia aveva visto una discesa dello 0,1%. A trainare è la spesa di consumi delle famiglie (+0,2%) e quelli del pubblico (+0,5%). Continua però a contrarsi, per il quarto mese consecutivo la componente degli investimenti, che, sempre secondo i dati Insee, nel terzo trimestre sono calati dello 0,6%, dopo il -0,8% dei tre mesi precedenti.  Soddisfazione per il dato migliore delle previsioni è stata espressa dal ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, secondo cui con questo risultato la previsione di una crescita dello 0,4% per l'insieme del 2014, fissata dal governo, ne risulta «supportata». Ciononostante, aggiunge il ministro, «l'attività economica si è leggermente ripresa ma resta troppo debole per garantire la creazione di occupazione necessaria al nostro Paese».

Torna a crescere il Pil della Germania nel terzo trimestre. Secondo l'istituto di statistica Destatis l'economia è salita dello 0,1%, in linea con le stime degli analisti, dopo la battuta d'arresto (-0,1%) del trimestre precedente. A trainare il Pil la spesa delle famiglie, «aumentata considerevolmente» e il commercio con l'estero.

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