Martedì, 25 Settembre 2018
FORMAZIONE

Trasferimenti dei regionali, linea dura: pronto l'elenco, subito i primi trenta

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L’assessore alla formazione, ex sindacalista della Cgil: «I dipendenti devono andare dove c’è realmente bisogno. I sindacati non possono tenere paralizzata l’amministrazione»
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Mariella Lo Bello - FORMAZIONE. Agrigentina, dipendente delle Poste e una lungamilitanza nella Cgil, nella città dei Templi è stata la prima segretaria generale donna del sindacato dei pensionati, la prima anche nel sindacato regionale in una camera del lavoro. Diventa poi segretario generale della Cgil a livello provinciale. Assessore al Territorio e Ambiente nella giunta Crocetta, era stata sostituita nel rimpasto di aprile con la «collega» Mariarita Sgarlata. Pochi giorni fa era stata scelta da Crocetta per far parte del suo ufficio di gabinetto

PALERMO. «I trasferimenti dei cento dipendenti alla formazione devono partire subito. Poi i sindacati discuteranno sui criteri. Ma non possono tenere paralizzata l’amministrazione»: l’assessore alla Formazione, Mariella Lo Bello, è su tutte le furie dopo la richiesta dei sindacati di spostare i lavoratori al termine della trattativa all’Aran. E da ex sindacalista chiarisce: «Oggi non possiamo più parlare di organici ma di fabbisogno. I regionali devono andare dove c’è realmente il bisogno».

I sindacati chiedono di congelare i trasferimenti dei 100 dipendenti in attesa dell'accordo. In caso contrario a loro avviso sarebbe una scorrettezza. Che ne pensa?

«Il sindacato legittimamente può fare qualunque tipo di richiesta, ma non mi pare coerente con l’incontro che le sigle hanno avuto con me. Parlando della crisi del settore e dei ritardi hanno chiesto al primo punto di risolvere il problema del personale e di accelerare i pagamenti. Bisogna che si decidano. Le regole e i criteri vanno concertati, ma non possono essere un impedimento alla mobilità».

I sindacati sostengono però che nel tempo alla Formazione si è prima detto che c'era un esubero di personale, poi che c’erano dei vuoti. Insomma, chiedono meno discrezionalità dei dirigenti nella gestione del personale.

«Io oggi mi trovo davanti a una direttiva di giunta che stabilisce che la Formazione ha bisogno di un centinaio di dipendenti. Oggi certamente non ci sono esuberi e c’è necessità di personale. È arrivato quindi il momento di avviare i trasferimenti e non ci fermeremo. Dopo aver letto sul vostro giornale le dichiarazioni dei sindacati che chiedevano di temporeggiare in attesa dell’accordo Aran, ho sentito la dirigente del Personale, Luciana Giammanco, e credo proprio che sarà seguita la linea del governo, quella cioè di avviare i trasferimenti così come richiesto dalla giunta».

I sindacati però minacciano ricorsi...

«Che li facciano pure, ci difenderemo. Ma non arretreremo un passo. Mi pare che siamo di fronte a due modelli sindacali, uno che dice "voglio che tu vada" e l’altro "farà in modo che non ti allontani”. Ribadisco che è giusto e legittimo che i sindacati chiedano criteri condivisi, ma questo non può diventare un limite, un ostacolo al buon andamento della pubblica amministrazione».

A livello nazionale per la mobilità d'ufficio sono stati fissati 50 chilometri di distanza dalla sede originaria, in Sicilia invece i sindacati chiedono di dimezzarla per il costo elevato della benzina e per la lentezza dei mezzi pubblici. Qual è il suo giudizio?

«Non discuto le richieste, non voglio parlare delle cause ma dell’effetto. Se la conseguenza deve essere che la formazione, così come altri dipartimenti, debbano perdere tempo e continuare a registrare criticità, credo che i sindacati stiano commettendo un grave errore. Per cui a loro dico: facciamo partire subito i trasferimenti e poi si discuta con calma delle modifiche che chiedono».

Il governo ritiene il riordino dell'amministrazione regionale una priorità, qual è la sua opinione?

«Oggi non è più possibile parlare di organici ma di fabbisogno. Il termine organico ormai è antiquato. Bisogna ragionare in termini di fabbisogno, trasferendo il personale negli uffici dove vi è la necessità. Anche perché gli organici magari rispondono a vecchie esigenze che oggi sono venute meno. Gli uomini devono essere a servizio della strategia e non numeri che occupano un posto di lavoro».

A che punto è il piano del governo sui 1.400 prepensionamenti nella Formazione?

« Ero presente all’incontro col ministro Poletti, siamo a buon punto ma vogliamo fare le cose per bene stabilendo dei criteri che valgano anche per i lavoratori di altri settori, a cominciare dai forestali. Siamo in dirittura d’arrivo, le risorse sono disponibili, dobbiamo solo definire strumenti e metodologie».

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