Venerdì, 16 Novembre 2018
IL CASO

Siti turistici chiusi in Sicilia, sindacati sul piede di guerra

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl tornano all'attacco, chiedendo all'amministrazione regionale di mettere in campo ogni soluzione utile a evitare nuovi disagi

PALERMO. “La chiusura dei siti culturali siciliani è una vergogna per la nostra Regione”. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl tornano all'attacco, chiedendo all'amministrazione regionale di mettere in campo ogni soluzione utile a evitare nuovi disagi. Disagi che contribuiscono a mettere in cattiva luce l'immagine dell'Isola. Tra queste soluzioni, i sindacati indicano un “progetto obiettivo mirato alla fruizione dei beni culturali siciliani, da definire urgentemente. È questo – proseguono i sindacati - l'unico strumento contrattuale attualmente applicabile, capace di garantire un congruo salario accessorio a tutto il personale impegnato nell'attività in tal senso orientata e, al contempo, porre fine a questa situazione scandalosa”.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, tra l'altro, ricordano che anche in Sicilia è ancora vigente il decreto legislativo del 22 gennaio 2014, che fissa le linee guida per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Un decreto che precisa come gli istituti e i luoghi oggetto del decreto “appartengono a soggetti pubbici e sono destinati alla pubblica fruizione”. Ma il rischio che questi possano essere nuovamente chiusi, nei giorni festivi e in vista del periodo natalizio, adesso è molto alto. “Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, non ci stanno – attaccano i sindacati - e si smarcano ancora dall'arroganza e dalla supponenza di una politica, sin qui incapace di partorire una proposta praticabile e applicabile a contratto vigente. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, invitano l'Amministrazione a promuovere reali e significativi miglioramenti dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi istituzionali mediante la realizzazione in sede di contrattazione di piani e progetti strumentali e di risultato”.

Secondo le sigle, insomma, “la riapertura dei siti non è assolutamente rinviabile e non può essere né l'inerzia politica o amministrativa né una faziosa azione sindacale, a provocare l'interruzione di un pubblico servizio ed il procrastinarsi di un irreparabile danno all'erario e all'immagine della Regione e degli incolpevoli dipendenti”. Infine, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl chiedono di “pianificare tutta l'attività del dipartimento dei Beni culturali” e sollecitano l'amministrazione regionale “a procedere senza soluzione di continuità anche per l'inizio del 2015 e, comunque, sino a che non si proceda ad una rivisitazione del contratto collettivo, alla completa definizione dei profili professionali ed alla formulazione di una classificazione al passo con i tempi”.

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