Lunedì, 19 Novembre 2018
SCOPERTE

Le 100 ricerche più famose del Novecento, vince la bioscienza

Tutte quelle citate da Nature hanno avuto il ruolo importante di aver permesso ad altri scienziati di avvantaggiarsene nei loro studi ed ottenere riconoscimenti

ROMA. Nessuna delle scoperte rivoluzionarie della storia recente della scienza - dai superconduttori alla struttura del Dna o l'espansione dell'universo, che pure hanno vinto il Nobel - rientra nella classifica delle 100 ricerche più famose dal 1900 ad oggi, pubblicata dalla prestigiosa rivista
Nature. Tutte quelle citate da Nature hanno avuto il ruolo importante di aver permesso ad altri scienziati di
avvantaggiarsene nei loro studi ed ottenere riconoscimenti.

Nelle prime dieci posizioni della classifica di Nature ci sono soprattutto studi dell'area biologica: otto su Dna, Rna e proteine; due di chimica e fisica. Al primo posto di questa particolare graduatoria, c'è un lavoro del 1951 di Oliver Lowry per misurare le proteine in una soluzione. Ha ottenuto oltre 305 mila citazioni contro le 5.200 della scoperta della struttura del Dna di Watson e Crick. Una scienziata italiana si piazza al quinto posto: è la genetista Nicoletta Sacchi che nel 1980 ha scoperto un metodo rapido ed economico per isolare l'Rna (acido ribonucleico) da minuscole quantità di cellule o tessuti.

«Gli scienziati che hanno fatto queste ricerche sono come i grandi centrocampisti nel gioco del calcio che permettono agli altri di fare gol. La nuova classifica, infatti, non ci dice quale sia la scoperta più importante della storia ma sottolinea quanto l'avanzamento tecnologico sia il motore della scienza», commenta Pier Paolo Pandolfi, direttore del centro di ricerca sul cancro dell'università di Harvard.

«Si tratta - precisa Pandolfi - perlopiù di metodi e tecnologie che, una volta pubblicati, hanno avuto un alto
impatto in molti altri ambiti scientifici». Ad esempio, «la ricerca al numero quattro della classifica descrive il metodo per il sequenziamento del Dna che fruttò a Frederick Sanger il Nobel per la chimica nel 1980. E al 63esimo posto c'è la scoperta della Pcr per la replicazione dei segmenti di Dna con cui Kary Mullis vinse il Nobel nel 1993».

«In ambito della ricerca biomedica sono prevedibili alcune new entry in cima alla classifica - conclude lo scienziato -. Come il co-clinical trial che abbiamo sviluppato ad Harvard per accelerare la scoperta di cure del cancro e la Fisseq, nuovo metodo per sequenziare tutti gli Rna di una cellula individuando perfino la loro posizione. La tecnologia è stata pubblicata recentemente e nel nostro centro è già un prototipo».

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