Mercoledì, 26 Settembre 2018
LUTTO

Addio a Renato Sellani, memoria storica del jazz italiano

Scrisse le musiche di 'Aspettando Godot' di Samuel Beckett, per la regia di Walter Pagliaro, per il Piccolo di Milano, e di 'Puntila e il suo servo Matti" di Bertolt Brecht per lo Stabile di Torino

MILANO. Meno di un mese fa, il 13 ottobre, il suo nome era in cartellone al Piccolo Teatro Studio di Milano. 'Glad there is you piano solo concertò, il titolo dell'appuntamento esclusivo per ascoltare dal vivo Renato Sellani, 88 anni, maestro del jazz italiano, morto ieri dopo una breve malattia. «Era una di quelle persone con cui si stava bene, con cui ho condiviso tanti anni e tanta amicizia, un uomo dalla vitalità trascinante», lo ricorda con emozione un altro grande jazzista, Franco Cerri, milanese, 88 anni pure lui.

Nato a Senigallia (Ancona) l'8 gennaio del 1926, Sellani arriva a Milano nel 1958 invitato proprio da Franco Cerri. A Milano ha occasione di incontrare tutti i grandi del jazz. Suona con Billie Holiday, Chet Baker, Lee Konitz. E con artisti di altro genere come Mina, Marisa Terzi. Ma Sellani è anche compositore. Scrive le musiche di 'Aspettando Godot' di Samuel Beckett, per la regia di Walter Pagliaro, per il Piccolo di Milano, e di 'Puntila e il suo servo Mattì di Bertolt Brecht per lo Stabile di Torino. Per anni non salta un appuntamento con
Umbria Jazz. «Una presenza imprescindibile - lo ricordano gli organizzatori della manifestazione -. Era nel programma della prossima edizione di Umbria Jazz Winter a Orvieto: lo ricordiamo con affetto per quel suo modo di fare sempre in bilico tra serietà e ironia, per il suo amore incondizionato per la musica e per averci regalato negli anni centinaia di concerti indimenticabili».

Con Cerri l'amicizia già consolidata si era trasformata in un grande sodalizio artistico. Cerri alla chitarra, Sellani al piano. «Insieme abbiamo registrato tanti dischi molti anni fa, ci volevamo bene - ricorda Cerri -. Aveva una vitalità tutta sua, ma sentivamo la musica alla stessa maniera, ci volevamo bene, era un persona con cui era facile andare d'accordo». Insieme Cerri e Sellani avevano suonato l'ultima volta l'11 agosto in Toscana.

«Una serata davvero piena di simpatia», ricorda Cerri. Poi Sellani aveva messo in cantiere la sua ultima
produzione, l'album 'Glad there is yoù per l'etichetta Ponderosa Music&Art, ripercorrendo i brani più significativi della sua carriera, tra originali e standard. Un ventina di giorni fa lo aveva presentato fa al Piccolo. «Purtroppo quel giorno io non stavo bene e non sono potuto andare a sentirlo - ammette emozionato Cerri -. Questo sarà sempre un mio grande rammarico e dispiacere».

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