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IL CASO

Il genero del boss Bontade tornerà a lavorare a Sicilia e-servizi, Ingroia: "Paradosso giudiziario"

 PALERMO. Il genero del boss mafioso Giovanni Bontade, Marco Picciurro, tornerà a lavorare a Sicilia e-servizi, la società partecipata interamente dalla Regione siciliana, oggi guidata dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia.

Picciurro - che ha sposato la figlia del boss ucciso nell'88 - estromesso insieme ad altri 15 dipendenti, ha presentato ricorso al giudice del lavoro, insieme al collega Marco D'Amico, e l'ha vinto.

I licenziamenti erano avvenuti lo scorso marzo per non aver superato il periodo di prova e riguardavano dipendenti Sisev, società uscita da e-servizi. Adesso il giudice ha disposto la reintegrazione, ma per l'ex pm - che circa un anno fa si era insediato come commissario e poi nominato amministratore unico della e-servizi - «si tratta di una situazione paradossale».

Quando tra Sisev e Regione era scaduta la convenzione, i 76 dipendenti erano stati posti in mobilità, con il rischio di bloccare i servizi informatici della Regione. Nel dicembre 2013, dopo un parere dell'Avvocatura dello Stato e dando seguito a una delibera di giunta, Ingroia aveva proposto la riassunzione di questo personale con contratti a tempo determinato, subordinati al superamento di un periodo di prova. Su 76 dipendenti ex Sisev, però, solo 59 sono stati giudicati idonei; gli altri vennero licenziati a marzo.

«Informerò la Regione, perchè siamo di fronte un paradosso giuridico - ha detto Ingroia in conferenza stampa, a Palermo -. Su questa vicenda si vanno sovrapponendo orientamenti e pronunce di senso diverso, che rispetto. Ma le regole vanno applicate con razionalità. I due lavoratori hanno dimostrato gli effetti del trasferimento del ramo d'azienda e quindi che avevano diritto all'assunzione a tempo indeterminato, senza passare dal periodo di prova». L'ex pm ha ricordato che a febbraio 2014 «la Corte dei conti ha contestato l'avvio dei nuovi rapporti di lavoro sostenendo che si trattava di nuove assunzioni, in violazione dell'articolo 20 della legge regionale 11 del 2010. Al contrario di quanto  aveva affermato l'Avvocatura dello Stato. Ora il giudice del lavoro dà ragione all'Avvocatura».

«Entro dicembre - ha concluso - va data esecuzione a una legge nazionale che obbliga le società a mantenere solo il 20% del personale con contratti a tempo determinato». Ma in Sicilia e-servizi sono il 70%. Un altro paradosso«.

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