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LAVORO

Crisi a Palermo, oltre mille imprese cancellate nel 2014: alcune aperte abusivamente

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Il dato delle cancellazioni è più alto di quello delle iscrizioni, che nei primo nove mesi del 2014 sono state 694. Confartigianato: "Alcune aziende restano aperte senza autorizzazioni. Un circolo vizioso di illegalità"

PALERMO. Più di mille cancellazioni in nove mesi, contro le quasi settecento nuove iscrizioni. Sono i dati della Camera di Commercio in merito alle imprese artigiane, che registrano, come già successo negli ultimi tre anni, un aumento delle chiusure delle attività palermitane.

"Sulla carta è così - precisa il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina - ma molte di queste imprese che fanno un passo indietro restano aperte senza autorizzazioni e spesso e volentieri con lavoratori in nero. Un circolo vizioso di illegalità che non può che essere nocivo al settore, già colpito dalla concorrenza sleale di chi non si è mai registrato e lavora senza regole".
Nel dettaglio, le iscrizioni da gennaio a settembre 2014 sono 694, le cancellazioni 1127. Nello stesso periodo, lo scorso anno, le iscrizioni erano maggiori, ovvero 716, ma anche le cancellazioni: 1285. Il trimestre in cui la maggior parte delle imprese decide di cancellare la propria iscrizione è il primo dell'anno. Tra gennaio e marzo del 2013 ben 540 aziende sono state costrette ad optare per questa alternativa, quest'anno in 517.

"Si tratta di imprese che arrivano a fine anno disperate e sanno di non potere affrontare altri dodici mesi. È una situazione sconfortante - prosegue Reina - che sottolinea ancora una volta la crisi che attanaglia le imprese artigiane della città, messe in secondo piano soprattutto dalla politica. Se consideriamo che per ogni azienda che chiude ci sono almeno due nuovi nuovi disoccupati, possiamo considerare il settore in piena emergenza. Riesce a sopravvivere chi applica la concorrenza sleale, chi non è corretto. Per questo consigliamo ai cittadini di chiedere sempre lo scontrino fiscale, testimonianza della serietà e correttezza di un'azienda che, anche se in difficoltà, rispetta le regole".

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