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L'OPINIONE

Andrea Camilleri: vive più a lungo chi è critico e parla con il mondo

«Adolescenza, gioventù, vecchiaia, morte: tutto è incluso nel ticket del nascere. Deprimersi perchè, andando avanti, le forze vengono meno è un atteggiamento sciocco», afferma

ROMA. «La prima cosa è quella di non smettere mai di tenere allenato il cervello: mantenere una posizione critica e interloquire mentalmente con il mondo che ci circonda. La testa conta più di qualsiasi altra cosa». Questo il consiglio più importante per affrontare la Terza Età nel migliore dei modi secondo Andrea Camilleri, classe 1925.  In occasione del debutto del nuovo sito web di ansa.it «Salute e Benessere 65+», realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG) sulla salute delle anziani, che sarà presentato oggi al Ministero della Salute, lo scrittore saluta l'iniziativa raccontando la sua visione della vita.

«Adolescenza, gioventù, vecchiaia, morte: tutto è incluso nel ticket del nascere. Deprimersi perchè, andando avanti, le forze vengono meno è un atteggiamento sciocco», afferma. In un mondo in cui ci sono sempre più 'finti giovani' e invecchiare è quasi un tabu, da Camilleri arriva quindi un invito alla saggezza. «Se ti comporti come un 40enne mentre ne hai 70 il tuo corpo lo sente, perchè è usurato, come ogni macchina che si rispetti. Corpo e cervello sono più saggi dei nostri impulsi, perchè sappiamo benissimo nell'attimo stesso in cui facciamo una cosa se siamo nel giusto o nello sbagliato. Allora cerchiamo di fare le cose giuste». La Terza Età è anche quella in cui si iniziano a fare veramente i conti con la 'fine', ma per Camilleri «la paura della morte l'hanno più i giovani dei vecchi».

Il problema, piuttosto, conclude, è che «il mondo, come è concepito oggi, non è più adatto per i 'vecchi'. Ci sono altri tipi di società dove ancora l'anziano è rispettato in quanto portatore di esperienza e in grado di insegnare qualcosa. Ma nelle società altamente industrializzate questa funzione gli è negata».  «Ubbidire ai medici» e «seguire il buon senso», sono regole importanti secondo il 'Maestro', autore di oltre 120 libri. «Non sono un buon esempio perchè mi muovo poco, ma da qualche anno ho smesso di consumare pasti completi a pranzo e cena e ora mangio un primo a mezzogiorno e il secondo la sera. Nessun medico me lo ha prescritto, ma è il mio corpo me lo ha consigliato. Ho seguito la mia natura». «Ubbidire ai medici» e «seguire il buon senso», sono regole importanti secondo il 'Maestro', autore di oltre 120 libri.

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