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L'INTERVISTA

L'aiuto della tecnologia, Ragona: "Più controlli con le telecamere"

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PALERMO. «La tecnologia può dare una mano concreta per ridurre ancora di più gli incidenti gravi che si verificano nelle strade siciliane. Almeno nelle autostrade. Nelle regioni italiane dove sono entrati in azione da tempo i cosiddetti ”tutor” gli incidenti mortali sono diminuiti e di molto. Poi ci sono gli interventi per la sicurezza garantiti dai soggetti privati che gestiscono le autostrade che fanno il resto. Da noi in Sicilia dovremo attendere ancora un anno, prima che le telecamere sulle autostrade, collegate con le sale operative a Palermo e Catania, possano consentirci di verificare velocità della vettura, stato del libretto di circolazione e anche se una vettura è coperta da assicurazione». Parla Lorenzo Ragona, capo della polizia stradale della Sicilia Occidentale, che in questi giorni è a Torino per una serie di incontri organizzati dall’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori (Aiscat) proprio sul tema della sicurezza. Qui ha potuto constatare quanto i concessionari delle autostrade in Italia investano sulla sicurezza, soprattutto per la prevenzione.

Quale dato emerge da questi incontri?

«Da quando è stato adoperato il Sistema informativo per il controllo delle velocità (Sicve), più comunemente noto come Tutor, gli incidenti sono diminuiti. È il sistema che permette di rilevare la velocità media dei veicoli su una tratta autostradale di lunghezza variabile: un sistema gestito completamente dalla Polizia Stradale, che si occupa di programmare l’attivazione e di accertare le violazioni. Il Sicve, introdotto gradualmente sulla rete autostradale dal 2005, ha dimostrato di essere capace di modificare il comportamento degli automobilisti e di garantire una maggiore sicurezza sulle autostrade italiane. Già dopo il primo anno di funzionamento sono state registrate diminuzioni del 50 per cento del tasso di mortalità e del 27 per cento del tasso di incidentalità con feriti».

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