I ragazzi dello Zen e i loro scatti: una galleria di foto sul quartiere

PALERMO. Sembra quasi di vederla, Jasminne. Sta lì, davanti ad uno dei palazzoni di cemento dello Zen 2. Ha sette anni e per le mani stringe una piccola macchina fotografica usa e getta. Le è stato affidato un compito: raccontare con le immagini il bello del suo quartiere. E per farlo, ha appena 35 scatti a disposizione. La sua foto, in cui uno di quei palazzoni di cemento sembra quasi bruciare tra le sterpaglie rossastre di una giornata assolata, fa parte di «RiScatti», la mostra curata dall'associazione Laboratorio Zen Insieme, inaugurata nel pomeriggio di ieri e per una settimana visitabile all’interno dello spazio Food del co-working Moltivolti, a Ballarò.

Venti scatti in tutto, realizzati da bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni, che vivono nella grande periferia di Palermo e che propongono la loro visione «dal basso» del quartiere. Una riflessione creativa, nata quasi per gioco: «Le foto – esordisce Mariangela Di Gangi, presidentessa di Laboratorio Zen Insieme – sono state scattate in estate, durante un corso di fotografia analogica. A quindici dei bambini dell’associazione, abbiamo dato altrettante macchine fotografiche usa e getta e chiesto loro di fotografare ciò che ritenevano più bello nel quartiere». E così, nel giro di poche ore sono state realizzate cinquecento immagini: «Hanno subito deciso tra loro di non fotografare l’immondizia – continua –, perché sanno bene qual è l’immagine che il resto della città ha dello Zen e con noi combattono ogni giorno per riscattare il quartiere e chi ci vive».

Selfie, animali, ciò che di verde c’è ancora nella zona, strade e momenti di vita ordinaria. Ogni fotografia diventa una «profonda e al tempo stesso genuina istantanea del quartiere – si legge nel testo che presenta la mostra -, lucida chiave di lettura del rapporto tra gli abitanti e l’urbano, che svela conflitti e legami imprescindibili con il vivere quotidiano, abbatte diverse barriere nell'equazione essere bambini ed essere bambini allo Zen». E proprio in un’ottica di superamento dei confini, di sradicamento di credenze e stereotipi sbagliati, di volontà di fare rete per ridare la giusta dignità alle borgate periferiche come ai quartieri storici di Palermo, la mostra – pensata ed esposta per la prima volta poche settimane fa nell’istituto Giovanni Falcone allo Zen 2, in occasione del passaggio della Carovana Antimafie – resterà allestita per tutta la settimana nei locali di Moltivolti, in via Mario Puglia 21, nel centro di Ballarò: «Non potevamo non accogliere la proposta dell’associazione Laboratorio Zen Insieme – dice Giovanni Zinna, socio di Moltivolti - che con noi condivide gli spazi e molti dei progetti che nascono per l’appunto all’interno del co-working. La mostra - conclude -, in linea con la nostra idea di riqualificazione e valorizzazione delle cosidette ”periferie”, sposta l’attenzione su quanto di bello esiste e merita di essere valorizzato».

«Il titolo della mostra, ”RiScatti” – sottolinea ancora Mariangela Di Gangi –, diventa dunque quanto mai emblematico. Tra i più piccoli, ma anche tra le donne del quartiere, c’è una gran voglia di andare oltre l’isolamento, mostrare quanto di diverso e buono c’è rispetto a quello che comunemente ed erroneamente crede chi non abita lì». Ed è proprio con questo obiettivo che l’associazione Laboratorio Zen Insieme opera nel territorio dello Zen 2 ormai da 25 anni. Testo a cura di Paola Pizzo

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