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PD E LEOPOLDA

Porro: «Prove generali di una scissione dei democratici»

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Il Pd verso l'inevitabile scissione. Dopo quello che è successo oggi è questo il giudizio di Nicola Porro, giornalista e conduttore televisivo. Le due manifestazioni hanno lasciato il segno: a Firenze Matteo Renzi, presidente del consiglio di un governo di sinistra e segretario del Pd. A Roma la Cgil e un pezzo del partito che ha sancito una rottura senza precedenti con i vertici di appartenenza.

Le due anime del Pd sono venute allo scontro. C'è una possibilità di mediazione?

«Non credo. A Roma si è schierata l'ala dura e pura del partito. Quella, tanto per capirci che ha sempre mantenuto ben stretta la cinghia di trasmissione con il sindacato. Ieri era in piazza per testimoniare la sua fedeltà all'antico patto. A Firenze c'era l'anima riformista che finora non aveva mai avuto modo di esprimersi compiutamente essendo schiacciata dagli altri. Renzi ha avuto il gran merito di dare dignità a questa componente. I più anziani ricorderanno l'aria di fastidio che suscitava nel Pci l'ala "migliorista" cui apparteneva anche Giorgio Napolitano».

Ce la farà a Renzi a vincere? «Direi che ha già vinto. All'interno del Pd l'ala radicale è stata messa in minoranza. Renzi si è mosso con una spregiudicatezza non comune nella politica italiana. Nel giro di pochi mesi ha conquistato prima il partito e poi la Presidenza del Consiglio. Non si è mai vista tanta aggressività. Sta cavalcando il progetto delle riforme con la medesima velocità».

E gli altri?

«Gli altri stanno a guardare. In proposito ho una piccola anticipazione, se volete».

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