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FARE IMPRESA

In azienda serve fiducia: «No ai collaboratori tristi»

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Parla Rosario Rasizza, amministratore delegato dell’agenzia di lavoro Openjobmetis. «La Sicilia ha un problema in più degli altri, il costo dei trasporti»

CATANIA. «Il segreto per sopravvivere alla crisi? Non avere intorno collaboratori tristi».
Parola di Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, agenzia per il lavoro di Gallarate (Varese) che da un anno, insieme allo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, attraversa l’Italia nell’ambito del progetto MenteLucidaTour, incontra gli imprenditori dei vari distretti, ascolta e dialoga con i protagonisti delle tante economie italiane.
«Un confronto, uno scambio di esperienze condivise – spiega Rasizza – provando a comprendere e interpretare il futuro partendo dagli ingredienti necessari: fiducia e ottimismo». Stavolta l’incontro con gli imprenditori si è tenuto a Catania.
Cosa hanno raccontato le imprese siciliane?
«Conosco già le eccellenze di questa terra, sono figlio di siciliani emigrati in Veneto. E conosco le competenze tecniche che, unite alla perseveranza e alla determinazione dei siciliani, sono la ricetta per uscire dalla crisi. Insieme ad alcuni accorgimenti: non circondarsi di persone tristi, quelle che al mattino ti rispondono, scoraggiate, “come vuoi che vada?”. E poi puntare sul fattore umano: fare impresa vuol dire costruire benessere per sé e per i dipendenti, che vanno valorizzati».
Quali sono le criticità registrate in Sicilia?
«Quelle che troviamo in tutte le altre regioni: ovvero certezza dei pagamenti; accesso al credito più veloce e soprattutto basato sul merito; certezza del diritto; pressione fiscale; in più in Sicilia i costi di trasporto che incidono sugli utili».

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