Oscar Pistorius, Sicilia, Mondo
LA SENTENZA

Pistorius condannato a cinque anni per l'omicidio della sua fidanzata: almeno 10 mesi in carcere

L'atleta sudafricano è stato condannato anche ad altri tre anni per possesso di armi da fuoco, ma questa sentenza è sospesa con la condizionale.

PRETORIA. Oscar Pistorius è stato condannato a 5 anni per l'omicidio colposo della sua fidanzata Reeva Steenkamp. L'atleta sudafricano è stato condannato anche ad altri tre anni per possesso di armi da fuoco, ma questa sentenza è sospesa con la condizionale. "La seguente è ciò che considero una sentenza equa e giusta sia nei confronti della società, sia dell'accusato": lo ha detto il giudice Thokozile Masipa prima di pronunciare la sentenza nel caso di Oscar Pistorius.

La sentenza a Oscar Pistorius è stata accolta in silenzio da tutti i presenti nell'aula. L'atleta non ha tradito alcuna emozione. Ha stretto la mano ad alcuni famigliari ed è stato portato via. Dovrà scontare almeno un sesto della pena - ovvero 10 mesi - prima di poter chiedere la libertà vigilata. E' l'opinione di un esperto legale intervistato dalla Bbc dopo la sentenza.

La famiglia di Reeva soddisfatta della sentenza. La famiglia di Reeva Steenkamp, la ragazza uccisa da Oscar Pistorius, ha fatto sapere di essere soddisfatta della condanna a cinque anni di carcere. Lo ha riferito il loro avvocato. "Sono molto contento", ha detto il padre della ragazza.

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Quella di Oscar Pistorius è una vita in cui l’abisso e la vetta, il normale e lo straordinario si sono intrecciati di continuo. Prima fenomeno dell’atletica paralimpica, poi caso limite delle gare per normodotati: con il mondo dello sport a dividersi sull’argomento. Quindi la terribile vicenda dell’omicidio della sua fidanzata. Nato a Johannesburg nel 1986 l’atleta sudafricano inizia la sua personale sfida contro il destino quando non ha nemmeno un anno.

Quella di Oscar Pistorius è una vita in cui l’abisso e la vetta, il normale e lo straordinario si sono intrecciati di continuo. Prima fenomeno dell’atletica paralimpica, poi caso limite delle gare per normodotati: con il mondo dello sport a dividersi sull’argomento. Quindi la terribile vicenda dell’omicidio della sua fidanzata. Nato a Johannesburg nel 1986 l’atleta sudafricano inizia la sua personale sfida contro il destino quando non ha nemmeno un anno.

Una grave malformazione alle gambe (era nato senza peroni) lo costringe all’età di 11 mesi a subire l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Nonostante l’handicap, però, non si perde d’animo e mentre frequenta il liceo di Pretoria gareggia nel rugby e nel water polo. Lo sport diventa, così, la sua ragione di vita.

Una grave malformazione alle gambe (era nato senza peroni) lo costringe all’età di 11 mesi a subire l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Nonostante l’handicap, però, non si perde d’animo e mentre frequenta il liceo di Pretoria gareggia nel rugby e nel water polo. Lo sport diventa, così, la sua ragione di vita.

Dopo che una lesione al ginocchio lo costringe a cambiare disciplina, Pistorius si avvicina all’atletica leggera, prima per riabilitazione poi per scelta. Dopo tanta strada e tanti sacrifici, arriva il primo grande appuntamento: le Paralimpiadi di Atene nel 2004. In Grecia si presenta da semi-sconosciuto con delle particolari protesi in fibra di carbonio.

Dopo che una lesione al ginocchio lo costringe a cambiare disciplina, Pistorius si avvicina all’atletica leggera, prima per riabilitazione poi per scelta. Dopo tanta strada e tanti sacrifici, arriva il primo grande appuntamento: le Paralimpiadi di Atene nel 2004. In Grecia si presenta da semi-sconosciuto con delle particolari protesi in fibra di carbonio.

Arriva terzo nei cento metri e vince l’oro nei duecento e da quel momento la sua carriera sarà un susseguirsi di record e primati. Nel 2005, al Gran gala di atletica a Helsinki, diventa il primo atleta paralimpico a competere con i normodotati in una gara ufficiale e due anni dopo arriva il record nei 200 metri.

Arriva terzo nei cento metri e vince l’oro nei duecento e da quel momento la sua carriera sarà un susseguirsi di record e primati. Nel 2005, al Gran gala di atletica a Helsinki, diventa il primo atleta paralimpico a competere con i normodotati in una gara ufficiale e due anni dopo arriva il record nei 200 metri.

A questo punto, però, inizia una controversia infinita sulle sue protesi d’acciaio destinata a riempire le pagine di tutti i giornali e che, alla fine, spinge la federazione internazionale a respingere la sua richiesta. “Ne può trarre vantaggio rispetto agli altri atleti“ è la motivazione della Iaaf. Le sue gambe tecnologicamente modificate diventano così lo scoglio su cui si infrangono tutti i sogni. Ma pochi mesi dopo, a sorpresa, arriva il dietrofront: il Tribunale arbitrale dello sport si pronuncia a favore di Pistorius precisando che non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare il suo vantaggio dall’uso delle protesi.

A questo punto, però, inizia una controversia infinita sulle sue protesi d’acciaio destinata a riempire le pagine di tutti i giornali e che, alla fine, spinge la federazione internazionale a respingere la sua richiesta. “Ne può trarre vantaggio rispetto agli altri atleti“ è la motivazione della Iaaf. Le sue gambe tecnologicamente modificate diventano così lo scoglio su cui si infrangono tutti i sogni. Ma pochi mesi dopo, a sorpresa, arriva il dietrofront: il Tribunale arbitrale dello sport si pronuncia a favore di Pistorius precisando che non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare il suo vantaggio dall’uso delle protesi.

La sorella: "Le verità sono state manipolate". Poche ore prima del pronunciamento della sentenza contro Oscar Pistorius da parte del tribunale di Pretoria, la sorella e il fratello dell'ex campione paraolimpico avevano accusato i media di avere "distorto e manipolato" le verità, che sono state anche "rese sensazionali". Intervistati dall'emittente sudafricana eNCA, la sorella e il fratello di Pistorius - Aimee e Carl - hanno parlato della "forte ansia" in vista dell'udienza di oggi, sottolineando che gli ultimi 20 mesi sono stati "molto difficili". "Le verità sono state distorte e manipolate, le cose sono state rese sensazionali - ha detto Aimee Pistorius -. Fa male anche quando le cose vengono riportate come fatti quando non lo sono". Da parte sua, Carl Pistorius ha detto che la parte più dura della situazione è stata "tutta la stampa negativa, la pubblicità polarizzata, le verità e le non verità distorte e come questo si infiltra nella tua vita indipendentemente dal fatto se si cerca di seguire o no i media".

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