Sicilia, Politica
REGIONE

Crocetta: "Per me la giunta è azzerata"
Slitta la mozione di censura alla Scilabra

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L’azzeramento della giunta, secondo gli accordi romani, sarebbe il primo passo per evitare la censura all’assessore Scilabra, altrimenti prevista proprio per oggi pomeriggio

PALERMO.  Gli unici assessori inamovibili dovrebbero essere Lucia Borsellino, Nelli Scilabra e probabilmente Salvatore Calleri. Per il resto, Rosario Crocetta si dice pronto a «discutere tutto» con gli alleati già oggi pomeriggio.

Nel frattempo però sull’azzeramento della giunta è andato in scena una partita a scacchi all’Ars. È questo il passaggio chiave per altre mosse: dallo stop del Pd alla mozione di censura contro la Scilabra all’elezione del vicepresidente dell’Ars. Lo stop al Crocetta bis farebbe rinviare o cancellare tutto almeno fino alla nascita del Crocetta ter. Ma i partiti all’Ars hanno deciso di mettere tutto nel congelatore per 24 ore: sia l’elezione del vicepresidente che la mozione potrebbero essere votate già oggi se Crocetta non azzerasse tutto. Ma il presidente convocherà nel pomeriggio l’incontro con gli alleati per discutere del nuovo governo: «Fino ad allora - ha detto ieri Crocetta - non sono in grado di dire se cambieremo tutti o quasi gli assessori o se daremo più spazio ai tecnici o ai politici. Discuterò di tutto con gli alleati».

L’azzeramento avverrà stasera. Anche se il toto assessori è già partito. Il Pdr di Totò Cardinale da giorni chiede un governo politico e ciò fa traballare la poltrona di Giusy Furnari ai Beni culturali. Se Crocetta vorrà confermare la Scilabra, dovrà farlo senza intaccare la quota di assessori del Pd, che non vuole confermarla, e dunque dovrà rinunciare almeno alla Stancheris. Il presidente si sbilancia pochissimo: «Ci sono settori come la sanità, la formazione e probabilmente i rifiuti in cui non possiamo interrompere il percorso avviato. Di tutto il resto si può discutere».

La partita delle nomine in giunta si intreccia nello scacchiere delle postazioni all’Ars. Secondo Crocetta e i renziani l’accordo prevede che i cuperliani (oggi non rappresentati nel governo) facciano dimettere i loro tre presidenti di commissione - Antonello Cracolici, Pippo Digiacomo e Bruno Marziano - favorendo l’elezione di esponenti delle altre correnti. Ma i cuperliani hanno rilanciato chiedendo a loro volta le dimissioni di Franco Rinaldi ed Anthony Barbagallo (entrambi più vicini ai renziani) dal consiglio di presidenza.

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