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LA NOVITA'

"A blind legend", nasce il primo videogioco per i non vedenti

E' ambientato all’interno della bottega di un barbiere, si sentono le voci, i suoni d’ambiente e quelli del suo lavoro, le forbici, il rasoio

ROMA. Si chiama "A blind legend" ed è il primo videogioco pensato per i non vedenti. Schermo nero, suoni in sottofondo e la voce di una bambina: ecco la fase iniziale del gioco. Si può immaginare di tutto. Il videogioco sarà disponibile gratuitamente dall'inizio del 2015. Potrà essere supportato da dispositivi mobili, ed sarà disponibile su App Store e Google Play. E' stato realizzato dalla casa francese DOWiNO, casa di sviluppo specializzata in “Serious Games, App e Films per il cambiamento”.

"Il primo passo l’abbiamo fatto nel 2007, - spiega Pierre-Alain Gagne co-fondatore DOWiNO - quando su YouTube abbiamo visto un video che intitolato 'Virtual Barber Shop', una dimostrazione tecnica di suono 3D. Il video è ambientato all’interno della bottega di un barbiere, si sentono le voci, i suoni d’ambiente e quelli del suo lavoro, le forbici, il rasoio. E si odono provenire da diverse direzioni. Questa è stata la prima tappa, ma allora la tecnologia non ci permetteva una riproduzione simile all’interno di un videogioco. In seguito abbiamo fondato il nostro studio consapevoli che il videogioco, oggi, rappresenta la prima industria culturale al mondo ed è, incredibilmente, inaccessibile ai non vedenti. Pensateci, in televisione esistono le descrizioni delle scene, all’interno dei musei ci sono sistemi che permettono la fruizione delle opere, per i videogiochi quasi nulla. Solo intrattenimento molto semplici. È un peccato non avere un vero videogioco destinato a persone non vedenti che sia anche un’esperienza sensoriale universale".

E ancora: "A livello tecnico generare suoni e rumori 3D in tempo reale è complicato, molto complicato. E poi c’è il game design, come è intuibile, non avendo immagini, abbiamo dovuto lavorare cercando su soluzioni e approcci diversi dalle solite meccaniche presenti nei giochi, sfruttando al massimo le possibilità degli schermi tattili presenti in smartphone e tablet".

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