Ficodindia, Roccapalumba, Sicilia, Società
IN SICILIA

Roccapalumba e il ficodindia: in un anno il 30% in più di terre coltivate

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Alla rassegna le cifre di un frutto che vive il boom

PALERMO. Il 2014 verrà ricordato come l’anno in cui la produzione di ficodindia ha avuto un boom. La produzione, nella campagna 2014, ha immesso sul mercato ortofrutticolo siciliano ben 20.000 quintali di ficodindia (trasformati anche in marmellate, conserve, liquori e cosmetici) con un fatturato che ha superato il milione di euro. Il prezzo del frutto varia da 0,40 centesimi se venduto «alla pianta» fino a tre euro al chilo sul mercato al dettaglio. Tutto ciò grazie anche ad un aumento della superficie piantumata a ficodindieto specializzato, che nell’ultimo anno ha avuto un’impennata del 30 percento rispetto alla stima precedente.

Una spinta che ha fatto salire a più di 150 gli ettari di terreno coltivato sul territorio dell’entroterra palermitano. Sono questi infatti, alcuni dei numeri che nel 2014 hanno fatto decollare la produzione e la commercializzazione del frutto d’eccellenza, divenuto ormai il perno dell’economia dei uno dei poli produttivi in Sicilia, portandolo sui mercati delle province di Trapani, Agrigento e Palermo. In questo week-end il polo produttivo mette in vetrina Roccapalumba il ficodindia d’eccellenza con gli altri prodotti del cuore «bio» del Made in Sicily per «L’Opuntia Ficus indica Fest 2014».

Un’impennata della produzione che adesso mette nel mirino nuovi orizzonti commerciali e nuovi mercati, affidandosi a strategie di marketing innovative, nuove tecnologie e soprattutto nuove ricerche scientifiche già condotte nell’ultimo decennio sulle tre varietà di ficodindia di Roccapalumba dai laboratori dell’Università di Agraria di Palermo, che ne hanno esaltato le qualità benefiche, e dalle ricerche finanziate dall’assessorato regionale all’Agricoltura e dal Comune per impiantare un sistema di frigoconservazione con una temperatura fissa intorno ai 6-8 gradi in modo da poter prolungare la durata del frutto.

Le previsioni dei produttori per il 2015 sono rosee, visto che si punta ad un aumento della produzione di un ulteriore 30 per cento, contando sui giovani ficodindieti prossimi alla produzione. Sulla coltivazione di ficodindia sono sempre più anche i giovani imprenditori del Palermitano che continuano ad investire le loro risorse e le loro conoscenze, riuscendo a consorziare le aziende. Da un anno è infatti è nata l’associazione per la «Tutela del ficodindia di Roccapalumba». Sono 19 i produttori che si sono uniti, utilizzando un unico imballaggio ed un unico marchio di garanzia. «Una Sicilia senza spine» è il loro motto.

«Puntiamo a nuovi mercati, garantendo la genuinità del prodotto grazie alla dedizione di tutti i produttori associati», dice Donato Catalano, presidente dell’associazione. E in questo weekend a discutere coi produttori impegnati nell’Opuntia Ficus indica Fest 2014 sono stati il senatore Renato Schifani, Pietro Alongi, ex vicepresidente della Provincia di Palermo, e Gugliemo Rosa sindaco di Roccapalumba. «La volontà di fare impresa restando uniti a Roccapalumba sta dando frutti in termini economici non indifferenti», ha detto Schifani. «La forza economica storica della Sicilia è l’agricoltura ed i numeri di Roccapalumba ne sono la testimonianza lampante», ha aggiunto Alongi.

 

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