Sicilia, Opinioni
L'INTERVISTA

Scuola e assunzioni, il ministro Giannini: "Gli studenti diano i voti ai professori"

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«Entro settembre del 2016 ci sarà l'immissione in ruolo di quasi duecentomila insegnanti»

PALERMO. «Entro il primo settembre 2016 ci sarà l'immissione in ruolo di quasi duecentomila insegnanti nelle scuole italiane». Non indietreggia il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, a Palermo per un confronto diretto con studenti e mondo della scuola. Ribadisce la linea del governo e rilancia confermando gli investimenti per la stabilizzazione di 149 mila precari nelle graduatorie e per l'assunzione di altri 40 mila docenti con il concorso che sarà bandito il prossimo anno, mettendo fine al ricorso continuo alle supplenze. «Un miliardo di risorse fresche sono state destinate alla scuola dal Consiglio dei ministri. Qualcuno ha parlato di tagli, ma a mia memoria erano anni che non venivano assegnate risorse in più a questo settore. A questo miliardo se ne aggiungeranno due dalla programmazione economica triennale, per un totale di tre - dice il ministro Giannini alla platea del liceo Regina Margherita di Palermo -. Con quello che risparmieremo dalle supplenze si potranno mettere in pratica investimenti necessari che finora non sono stati fatti. Basta con questa stravagante usanza tutta italiana delle supplenze per un anno. Bisogna uscire dai cliché, tagliando i rami secchi si sceglie dove risparmiare e il risparmio è produttivo».
Nel piano della "Buona scuola" un punto essenziale è quello della «pagella» agli insegnanti, da cui dipenderanno gli aumenti stipendiali di carriera ma non per tutti. Un nodo contestatissimo. Anzi la Gilda ha calcolato che questo dovrebbe provocare mediamente un calo della retribuzione di 1.444 euro in tutta la carriera. È così?
«Non è vero. La verità è che c'è la paura di esser valutati e di essere inseriti in un processo virtuoso, dal nostro punto di vista, di una scuola che si mette in gioco. Non è che si possano mettere in gioco le istituzioni mantenendo ferme le posizioni individuali. È come in una squadra di calcio: non puoi fare quel che ti pare e pretendere di vincere il campionato. Quello della valutazione è un punto su cui non si può derogare assolutamente».

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