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LO STUDIO

Infarto miocardico, le donne sottovalutano i sintomi

Negli ultimi 15 anni, si è assistito ad un progressivo aumento del numero di donne relativamente giovani, sotto i 60 anni, colpite da infarto miocardico

GENOVA. Le donne italiane sottovalutano i primi sintomi dell'infarto miocardico acuto arrivando più tardi in ospedale rispetto agli uomini. È il risultato dello studio indipendente 'Octavia' presentato a Genova al 35esimo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia invasiva.

Il presidente della Sici-Gise Sergio Berti ha illustrato la ricerca, frutto di 4 anni di lavoro in 14 centri italiani di cardiologia interventistica, che ha riguardato 140 pazienti ricoverati per infarto miocardico acuto (IMA), 70 uomini e 70 donne, di età compresa tra 32 e 89 anni.

Il miocardio, o muscolo cardiaco, è la tonaca muscolare del cuore. «Dai dati - sottolinea Berti - emerge che il ricovero delle donne avviene comunque più tardi rispetto agli uomini, aumentando il loro profilo di rischio per il ritardo di
ammissione ospedaliera, sottovalutano il rischio». I primi sintomi dell'Ima sono: un dolore al centro del torace, che tende a propagarsi tipicamente verso la spalla e il braccio sinistro, un dolore all'addome o allo stomaco, la riduzione della forza muscolare, respirazione difficoltosa, nausea, vomito e altri.

Perchè le donne devono preoccuparsi del loro cuore? «I fattori di rischio sono in continuo aumento e l'incidenza dell'IMA cresce con l'età - sottolinea Berti - Per molto tempo si è pensato che l'infarto fosse una malattia di quasi esclusiva pertinenza degli uomini. Negli ultimi 15 anni, con l'aumentare dei fattori di rischio, obesità, ipertensione, stress, inattività fisica, si è assistito ad un progressivo aumento del numero di donne relativamente giovani, sotto i 60 anni, colpite da infarto miocardico. Con la menopausa le donne vanno incontro a cambiamenti importanti dei meccanismi di protezione contro la malattia coronarica». 

In sintesi, gli uomini arrivano all'infarto in età più giovane, mentre le donne ne sono interessate circa 10 anni più tardi, ma l'incidenza al di sotto dei 60 anni sta rapidamente aumentando nel sesso femminile (dal 1995 al 2010, è passata dall'11.8% al 25.5%) Dopo i 60 anni la prevalenza dell'infarto sale progressivamente per le donne sino a rappresentare il 25 -30% di tutti gli IMA, percentuale destinata ad aumentare. Il fattore tempo nella cura dell'infarto miocardico acuto è cruciale per la sopravvivenza del paziente.

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