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L'INCHIESTA

Tennis, bufera scommesse: nel mirino Bracciali

Dalle perizie sui pc degli indagati emergono contatti tra l’azzurro e un commercialista arrestato nell’inchiesta sul calcio. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro anche sulla posizione di Starace

ROMA. L'inchiesta della Procura di Cremona sulle scommesse si allarga al tennis e tira in ballo Daniele Bracciali e Potito Starace (il primo nella squadra di coppa Davis, seppur come riserva nella recente semifinale con la Svizzera, il secondo in azzurro fino a un paio di anni fa), finiti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per alcune presunte combine, almeno stando ad alcune intercettazioni. Il tutto mentre i due sono impegnati, nel doppio, nel torneo di Mosca (dove oggi hanno giocato e vinto il primo turno 7-6 3-6 10-5 contro Alexander Satschko e Adil Shamasdin). Sul presunto coinvolgimento dei due azzurri la Federtennis ha chiesto gli atti alla Procura di Cremona e il presidente della Fit, Angelo Binaghi, giudicando i fatti ''gravissimi'' ha dichiarato la federazione ''parte lesa''.    

"Se l'inchiesta dovesse confermare quanto sembra trasparire dalle intercettazioni pubblicate si tratterebbe di illeciti da considerare gravissimi e intollerabili - le parole del numero uno della Fit - anche se, a differenza del calcio, commessi nell'ambito di eventi internazionali, dunque non organizzati né gestiti da noi. Visto il danno d'immagine arrecato al tennis italiano - aggiunge - la Fit si dichiara parte lesa dagli eventuali reati commessi sia da propri tesserati sia da terze persone".

In mattinata Binaghi ha convocato una riunione d'urgenza - in conference call - del Consiglio di Presidenza della Fit, al termine del quale è stato deciso di attivare immediatamente la Procura Federale che, di concerto con la Procura Generale del Coni - come previsto dal nuovo Codice della Giustizia Sportiva - chiederà agli inquirenti cremonesi gli atti relativi a tutti i tennisti il cui nome compaia negli atti.

 

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