Il Megafono nel Pd, ma attacca Raciti
Nuovo scontro tra Crocetta e Orlando

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TAORMINA. Il Megafono ha annunciato, alla convention di Taormina, l’ingresso nel Pd. Quattro deputati su 5 scioglieranno il gruppo autonomo e prenderanno posto in quello ufficiale dei democratici all’Ars. Ma Antonio Malafarina, di fatto lo speaker del Megafono, esordisce attaccando il segretario regionale del Pd: «Raciti dovrebbe dimettersi, visto che ha sbagliato del tutto la linea politica. Non ha fatto altro che attaccare l’unico presidente di centrosinistra eletto dal popolo».
Secondo Malafarina «il Pd dovrebbe pensare ad aiutare Crocetta nel percorso riformista, piuttosto che ad attaccarlo quotidianamente». 
In realtà Crocetta sabato aveva lanciato segnali di apertura ai cuperliani del Pd, l’ala a lui ostile. Oggi però i toni sono tornati a infiammarsi. E non a caso Antonello Cracolici difende Fausto Raciti e rispedisce al mittente tutti gli inviti alla collaborazione: «La verità è che Crocetta si è ormai isolato nella fortezza di Palazzo d’Orleans». Cracolici conferma che «almeno dieci deputati, ma secondo me anche qualcuno in più, voteranno mercoledì la censura alla Scilabra». La mozione di censura all’assessore alla Formazione è la verifica dei rapporti fra il presidente e la sua maggioranza perchè - almeno stando alle dichiarazioni della vigilia - potrebbe essere sostenuta da un asse trasversale che va dal centrodestra ai grillini passando per pezzi della maggioranza.

Intanto, il governatore siciliano lancia strali contro chi lo attacca: "Chiunque si stia muovendo per ottenere il commissariamento della Regione sarà denunciato per attentato alla Costituzione" e annuncia che mercoledì prossimo - giorno in cui l'aula di palazzo dei Normanni affronterà la mozione di censura nei confronti dell'assessore alla Formazione Nelli Scilabra - presenterà "un esposto articolato in cui si faranno i nomi e i cognomi di chi invoca il commissariamento e crea dossier finti per giungere al commissariamento".

Crocetta non risparmia critiche al sindaco di Palermo  Leoluca Orlando: "Lancio la controffensiva a chi vuole il commissariamento della Sicilia, a partire da una persona che usa lo stesso vestito da vent'anni. Dov'era Orlando il 'forforoso' quando c'erano Cuffaro e Lombardo?". E ancora: il sindaco di Palermo "fa stare i palermitani in mezzo alla spazzatura e senza il sostegno della Regione sarebbe già in dissesto. Orlando è complice di una congiura nei confronti della Sicilia".  Quanto all'ipotesi di un rimpasto in giunta, Crocetta spiega che non farà come l'ex governatore Raffaele Lombardo che cambiò decine di assessori, "qualcuno pensa che anche io farò lo stesso? Il rimpasto non ci sarà".

ORLANDO: DA CROCETTA VOLGARITA'. “La Sicilia ha bisogno di ben altro delle isterie e volgarità di Rosario Crocetta”. Lo ha detto il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, commentando quanto detto oggi pomeriggio a Taormina dal presidente della Regione, Rosario Crocetta.

 

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