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DOPO L'INCIDENTE

Michael Schumacher, parla il figlio: papà si sta svegliando molto lentamente

Il pilota «è a casa sua e ha tutto il tempo, direi che ha tutta la vita davanti a lui per rimettersi in sesto», ha riferito anche Jean-Louis Moncet, giornalista di Formula 1

PARIGI. Michael Schumacher, vittima di un grave incidente sciistico, si «sta svegliando molto lentamente». Lo ha detto alla radio francese Europe 1 il giornalista di Formula 1, Jean-Louis Moncet, riferendo di avere incontrato il figlio di recente.  «Ho visto suo figlio Mick recentemente». Schumacher «si sveglia molto lentamente, molto lentamente», ha riferito il cronista, sottolineando che il problema dell'incidente «non è stato lo shock, ma la stecca della (piccola telecamera, ndr.) Go-Pro che aveva sul casco che ha colpito il cervello». Uscito dal coma a inizio giugno, l'ex pilota tedesco è stato portato dall'ospedale di Grenoble a quello di Losanna, il 16 giugno, prima del trasferimento nella sua casa di Gland, in Svizzera.  Assistito dai cari, e da un'equipe di 15 persone (medici, infermieri, terapeuti), Schumacher prosegue la convalescenza in una stanza equipaggiata di attrezzature mediche appositamente concepita per lui. «Molto lentamente, si sta svegliando. È a casa sua e ha tutto il tempo, direi che ha tutta la vita davanti a lui per rimettersi in sesto», ha concluso Jean-Louis Moncet.

Intanto Michael Schumacher «sta lottando e fa progressi», tanto che «presto potrà tornare ad una vita più normale». Le parole di Jean Todt, che ha visitato l'ex pilota di F1 nella settimana precedente il Gp del Giappone, riaccendono la speranza sulle condizioni del sette volte campione iridato. E gettano il primo raggio di luce da quel 29 dicembre 2013, giorno del tragico incidente con gli sci sulle montagne di Meribel, nell'Alta Savoia francese, in cui ha riportato gravi lesioni battendo il capo su una roccia.

Un mese fa Schumi aveva lasciato la clinica di Losanna per fare ritorno nella sua casa in Svizzera, a Glad, vicino Ginevra. E lì il presidente della Fia è andato a trovarlo. Insieme, quando l'uno dirigeva la scuderia Ferrari e l'altro sedeva al volante della Rossa, tra il 2000 ed il 2004 hanno dominato il Mondiale, vincendo cinque titoli consecutivi. E proprio questa lunga amicizia ha consentito a Todt di entrare nella sfera privata di Schumi in un momento così difficile.

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