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TECNOLOGIA

Nasce il primo robot-serpente: potrà muoversi su terreni difficili

Oltre che sulle dune di sabbia, potrà essere usato per operare tra le macerie di un edifico o di una centrale nucleare

MILANO. È stato messo a punto un nuovo robot-serpente in grado di scalare le dune di sabbia con movimenti obliqui simili a quelli del serpente a sonagli. Capace di muoversi sui terreni più difficili, potrebbe essere usato per operare tra le macerie di un edifico o di una centrale nucleare, così come in una spedizione archeologica nel deserto o una missione esplorativa su un pianeta alieno. Lo hanno messo a punto gli ingegneri di tre università statunitensi (Georgia Institute of Technology, Carnegie Mellon University e Oregon State University) in stretta collaborazione con i biologi dello zoo di Atlanta. I risultati dello studio sono pubblicati su Science.

«La nostra idea iniziale era quella di usare il robot come modello fisico per capire il movimento dei serpenti», spiega Daniel Goldman del Georgia Tech. «Studiando l'animale e il modello fisico insieme - aggiunge - abbiamo scoperto dei principi generali molto importanti che ci hanno permesso non solo di capire il serpente, ma anche di migliorare il robot».

Lungo quasi 94 centimetri, questo serpente hi-tech è un robot modulare tenuto insieme da 16 articolazioni, che gli consentono di muoversi in obliquo per scalare terreni sabbiosi sempre più ripidi senza rischiare di rimanere bloccato. Per migliorare le sue performance, gli ingegneri hanno studiato a fondo i movimenti di sei serpenti a sonagli posti all'interno di un recinto presso lo zoo di Atlanta. Per scalare le dune, questi animali si muovono in obliquo sollevando in maniera alternata solo alcuni tratti del corpo e lasciando gli altri a contatto con il suolo, un pò come fa il cingolo di un carro armato. Quando la pendenza aumenta, ecco il loro 'segreto': far aderire al suolo segmenti del corpo sempre più lunghi in modo da ridurre al minimo il rischio di scivolamento.

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