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DOPO LE POLEMICHE

A Palermo le parole dei divorziati-risposati

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Il rapporto con la Chiesa analizzato in un libro presentato oggi alla Catena

PALERMO. Non basta sentirsi «accolti», i divorziati-risposati cristiani vogliono con tutte le loro forze essere parte attiva e propositiva della comunità ecclesiale. Lo dicono e lo scrivono a chiare lettere, proprio all'inizio del Sinodo straordinario sulla famiglia convocato a Roma da Papa Francesco, i componenti della comunità Kairòs di Palermo, che hanno dato alle stampe per

Il Pozzo di Giacobbe un volumetto Famiglia, nuove famiglie e parola di Dio, col quale raccontano le prassi che la grossa realtà fondata da don Carmelo Torcivia «ha messo in opera in questi anni, incrociando nel corso della sua esistenza diverse persone e situazioni, e le riflessioni teologiche che ne sono scaturite».

Oggi la presentazione del libro, alle 18,30, nella chiesa di Santa Maria della Catena a Palermo. Si narrano le esperienze di matrimoni misti, il rapporto della comunità con le persone omosessuali credenti, l'esperienza di affido, il modo nuovo di trasmettere la fede ai bambini. E spicca il tema dei divorziati-risposati, questione diffusa e spinosa all'interno della Chiesa, tra i punti all'ordine del giorno del Sinodo. Una testimonianza seria e argomentata, offerta da Alessandra Colonna Romano e Giovanni Farro, da sempre impegnati con convinzione, fede e passione nella comunità. Le persone divorziate-risposate «non sono state “accolte” dalla comunità: esse sono semplicemente diventate parte della comunità, ne hanno costituito integralmente il tessuto».

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