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L'INCHIESTA

"Inadempienze sulle partecipate"
La Corte dei Conti deferisce la Regione

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Di questo dovrà rispondere in una udienza pubblica prevista per domani. Il governo rischia di vedersi bloccata la spesa per il settore

PALERMO. La Corte dei Conti ha deferito la Regione per inadempimento sulle partecipate: Palazzo d’Orleans non ha risposto né risolto i problemi del settore evidenziati in una inchiesta della magistratura contabile della primavera scorsa. E di questo dovrà rispondere in una udienza pubblica prevista per domani. Il governo rischia di vedersi bloccata la spesa per il settore.

A marzo la Corte dei Conti aveva avvertito dei rischi che derivano dal peso eccessivo del personale delle partecipate. Una indagine della sezione di Controllo, guidata da Maurizio Graffeo, ha rilevato che nelle 34 partecipate il personale costa 312 milioni all’anno di cui 225 totalmente a carico del bilancio regionale. Inoltre, perfino nelle 14 società per cui è in corso la liquidazione si continuano a spendere 7,3 milioni all’anno per dirigenti e dipendenti.

Da qui la richiesta alla Regione di misure correttive, che dovevano essere presentate a giugno ma che alla Corte dei Conti non sono mai arrivate. Per questo motivo domani i magistrati contabili ascolteranno in udienza pubblica i vertici della Regione e poi decideranno sulle conseguenze del deferimento per inadempienza di una sentenza. Caso raro, che potrebbe portare fino al blocco della spesa per il settore.

 

CASO BIOSPHERA E MULTISERVIZI.  Biosphera e Multiservizi, entrambe partecipate dalla Regione, non possono essere liquidate perchè entrambe vantano dei crediti proprio nei confronti dell'amministrazione regionale, che però non paga. Risultato: le società rimangono in pieni da quattro anni e la Regione spende soldi ogni anno per mantenere aperte le liquidazioni. È il paradosso che emerge da due relazioni, una dell'ufficio speciale per le liquidazioni della Regione e l'altra della Ragioneria generale, consegnate alla Corte dei Conti in vista dell'adunanza pubblica di oggi, alla luce dei rilievi e dei correttivi avanzati dai magistrati contabili nell'indagine sulle società partecipate della Regione e del deliberato trasmesso al governo alla fine del 2013. Per queste due società, scrive l'ufficio speciale della Regione, «si deve attendere l'esito dei tavoli di conciliazione» per sbloccare le situazioni creditorie e accelerare la chiusura delle liquidazioni. Biosphera, i cui dipendenti sono stati assunti dalla Servizi ausiliari Sicilia (Sas), ha un debito per il Tfr pari a 1,5 milioni di euro, a fronte di crediti nei confronti dell'assessorato regionale al Territorio, iscritti in bilancio, per 6 milioni. Più grave la situazione della Multiservizi (dipendenti transitati in Sas) che ha debiti per Tfr pari a 7 milioni ma crediti, iscritti in bilancio, per 18 milioni nei confronti di vari dipartimenti dell'amministrazione regionale.

 

SIACE, DA 30 ANNI IN LIQUIDAZIONE. In liquidazione da 30 anni, la Siace Spa dovrebbe chiudere definitivamente entro fine mese. Lo assicura l'ufficio speciale per le liquidazioni della Regione nella relazione consegnata alla Corte dei Conti che, nell'adunanza pubblica di stamattina, ha bacchettato il governo per i ritardi nei correttivi suggeriti dai magistrati contabili per la gestione delle società partecipate.

Era il 1985 quando l'Espi, l'ente di sviluppo industriale della Regione, avviò la procedura di liquidazione della Siace, ma a oggi la società per l'industria agricola cartaria editoriale, al 100% regionale, è ancora in vita. E costa. Per pagare il liquidatore quest'anno la Regione ha sborsato 8 mila euro. Dopo la Siace, dovrebbe toccare alla Quarit Scpa e a Sicilia Innovazioni Spa, la cui cancellazione dal registro delle imprese è prevista, dall'ufficio speciale, per la fine di quest'anno.

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