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L'INTERVISTA

Nubifragi più intensi, il climatologo: "Colpa della temperatura in aumento"

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Luca Mercalli: «Non si può parlare di bombe d’acqua. Con il caldo in crescita l’evaporazione dal mare aumenta: da qui le piogge violente»

«Non si può parlare di bombe d’acqua. Questo modo di dire è entrato nel gergo popolare. Sono dei veri e propri nubifragi che si sono sempre verificati e ci saranno sempre. Cambia l’intensità e questo dipenderà da ciò che succederà nei prossimi anni».

Luca Mercalli, climatologo, ha sempre lanciato l’allarme sull’aumento della temperatura del pianeta nel corso della trasmissione di Fabio Fazio su Rai Tre «Che tempo che fa».

Cosa potrebbe accadere nei prossimi anni?

«È chiaro che il clima mondiale sta cambiando. La temperatura della Terra in quest’ultimo secolo è aumentata di un grado. Se si continua così e non si lavora per ridurre l’innalzamento della temperatura c’è la previsione che nel 2100 il pianeta sarà ancora più caldo di quattro gradi. Immagini lei cosa sarà la sua Sicilia con quattro gradi in più. Un clima di tipo africano, e questo comporterà siccità e acquazzoni ancora più violenti».

Abbiamo avuto un’estate strana. Luglio piovoso. Un settembre con molto caldo. È normale?

«Questo è un rumore di fondo. Non cambia nulla nel breve periodo. Ogni stagione ha le sue bizzarrie. Ci sono estati calde e altre più miti. È nel lungo periodo che bisogna guardare per mettere in atto un’azione di cambiamento. C’è il tempo ma bisogna iniziare».

L’impressione di tanti che i temporali siano sempre più violenti. Lei che dice?

«Questi fenomeni ci sono sempre stati. Se aumenta la temperatura, evapora più acqua dal mare che poi ricade sulla Terra. Questo è quello che sta accadendo. La temperatura del mare è già più calda. L’acqua del Mediterraneo è più calda. Questi sono dati certi. Per questo - ripeto - bisogna operare per ridurre l’innalzamento della temperatura del pianeta, che senza grandi cambiamenti sarà di almeno quattro gradi. Una cosa che bisogna fare in fretta invertire questa tendenza».

L’intervista integrale sul Giornale di Sicilia in edicola

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