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GUARDIA DI FINANZA

Beni confiscati alla criminalità organizzata: il 43% si trova in Sicilia

Nel 2013 sono stati sequestrati 13 mila tra aziende e immobili. I dati sono stati forniti dal tenente colonnello della Guardia di Finanza Marco Letizi: "Sono beni che valgono miliardi"

ROMA. Nel 2013 si contano solo tra immobili e aziende definitivamente confiscate alla criminalità organizzata circa 13 mila beni, tra questi 2000 sono aziende. Il 43% circa si trova in Sicilia, il 15 % in Campania, il 14% in Calabria, il 9% in Puglia e il restante 19% distribuito nelle altre regioni d'Italia: tra queste quella con più beni è la Lombardia.

I dati sono stati forniti dal tenente colonnello della Guardia di Finanza Marco Letizi, già responsabile per la Sicilia dell'agenzia nazionale per l'Amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, nel corso della presentazione del suo libro "I beni confiscati", nella sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio.

«Un patrimonio immobiliare e aziendale che è difficile da quantificare - spiega il tenente colonnello Letizi - in quanto in continuo divenire, ma che, stando alle stime attuali, dovrebbe aggirarsi attorno ad alcuni miliardi di euro. Se poi contiamo i beni ancora in sequestro e in confisca non definitiva, si raggiungono cifre astronomiche.

Solo in Sicilia, dalla data di costituzione dell'Agenzia Nazionale, nel marzo 2010, al giugno 2013, periodo in cui ero responsabile per la Sicilia dell'Agenzia Nazionale, sono state avviate e concluse oltre 600 procedure di destinazione con l'emissione dei correlati provvedimenti di destinazione concernenti compendi immobiliari, aziende e beni mobili (automezzi e natanti) e sono state, altresì, affrontate innumerevoli complesse fattispecie gestionali.

È un dato numerico - conclude il tenente colonnello - che se oggettivamente non può che risultare estremamente positivo (una media di oltre 200 destinazioni all'anno nella sola regione Sicilia), lo è ancor di più se si considera che tale risultato operativo è stato raggiunto grazie ad un organico dedicato assai esiguo, composto da poche unità di personale».

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