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CRISI

Usa, la disoccupazione scende al 5,9%

Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 215.000 posti e un tasso di disoccupazione fermi al 6,1%

NEW YORK. L'economia americana ha creato in settembre 248.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 215.000 posti e un tasso di disoccupazione fermi al 6,1%.

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, sceso in settembre al 5,9%, è ai minimi dal luglio 2008. Il settore delle costruzioni ha creato 16.000 posti di lavoro, quello dei servizi professionali 81.000 mentre nel settore sanitario sono state create 23.000 posizioni. Il tasso di disoccupazione torna sotto il 6% per la prima volta dalla metà del 2008, prima della crisi. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è calato al 62,7%, al livello più basso dal febbraio 1978.

Circa 9,3 milioni di americani sono in settembre a caccia di un lavoro e 7,1 milioni sono bloccati in lavori part time perché non possono trovare un lavoro a tempo pieno. Il tasso di sotto occupazione, che include i lavoratori part time non per scelta e gli americani troppo scoraggiati per cercare lavoro, è sceso ai minimi dall'ottobre 2008.

Il deficit commerciale americano cala ad agosto dello 0,5% a 40,1 miliardi di dollari, ai minimi di sette mesi. Le esportazioni sono salite dello 0,2% a 198,5 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono salite dello 0,1% a 238,6 miliardi di dollari.

Già all’inizio dell’anno erano arrivati dati in chiaroscuro da Oltreoceano. In gennaio le aziende americane, infatti, hanno creato molti meno posti di lavoro del previsto, mentre il tasso di disoccupazione è calato al minimo da ottobre 2008. Negli Stati Uniti sono stati creati 113.000 posti di lavoro, molto meno dei 189.000 attesi dagli analisti. Come riferito dal dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è calato al 6,6 dal 6,7% del mese precedente, al minimo da ottobre 2008 e in linea con le previsioni degli analisti.

Il dato di gennaio aveva rischiato di complicare le cose per la Federal Reserve, che proprio sull'andamento del mercato dell'occupazione regola le proprie scelte in fatto di stimoli all'economia. Anche se le aziende americane continuano ad assumere a passo più o meno sostenuto ormai da molti mesi e il tasso di disoccupazione è in progressivo ribasso, la Banca centrale americana deve decidere se proseguire o meno con il "tapering", la riduzione del piano di acquisto di bond e titoli: a dicembre erano stati portati da 85 a 75 miliardi di dollari al mese e a gennaio è arrivata un'ulteriore sforbiciata a 65 miliardi.

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