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IL CASO

Orsa Daniza, la Lav: per i cuccioli orfani ogni giorno può essere fatale

«Contrariamente a quanto affermato dall'Ispra e dalla Provincia di Trento - prosegue la Lav - la letteratura scientifica rileva che la sopravvivenza dei cuccioli è ad altissimo rischio per la loro tenera età senza più gli insegnamenti della madre»

TRENTO. La Lega anti vivisezione (Lav) chiede di affidare urgentemente al Corpo Forestale dello Stato l'intervento a tutela degli orsetti di Daniza «con modalità decisionali e operative, eseguendo e rafforzando l'atto firmato il 17 settembre scorso dal procuratore capo di Trento Giuseppe Amato, mai attuato fino ad oggi». «Ogni giorno che passa senza mettere in atto le necessarie azioni può rivelarsi fatale per i cuccioli orfani di Daniza, con le dirette conseguenze di responsabilità», scrive la Lav in un documento inviato al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, e al direttore generale per la protezione della natura del ministero, Renato Grimaldi.

«Contrariamente a quanto affermato dall'Ispra e dalla Provincia di Trento - prosegue la Lav - la letteratura scientifica rileva che la sopravvivenza dei cuccioli è ad altissimo rischio per la loro tenera età senza più gli insegnamenti della madre, la mancanza di esperienza a poche settimane dall'inverno e dal letargo che non conoscono, i pericoli legati alla fame, ai bracconieri, a incidenti di vario genere».

Intanto, il caso dell'orsa Daniza finisce sotto i riflettori di Bruxelles. A depositare una denuncia alla Commissione europea nei confronti dell'Italia sono Monica Frassoni, coordinatrice di Green Italia e co-presidente del partito Verde europeo, e Edoardo Gandini, dello European enforcement network of animal welfare lawyers and commissioners, in collaborazione con Massimo Tettamanti, esperto di metodi alternativi alla sperimentazione animale, i rappresentanti di Green Italia/Verdi Europei e delle associazioni per la protezione degli animali LEAL, OIPA e Associazione Animalisti.

L'accusa nei confronti del «ministero dell'Ambiente, Provincia autonoma di Trento e ogni altro eventuale organismo e/o ente pubblico la cui responsabilità dovesse sussistere», riferisce una nota, si basa sul fatto che la Provincia di Trento abbia violato due direttive europee, «in particolare per la protezione dell'orso bruno, la conservazione degli habitat
naturali e la tutela dei corpi idrici di superficie». Per Frassoni e Gandini la vicenda dell'orsa Daniza «rivela una totale contraddizione fra il programma europeo per la reintroduzione dell'orso bruno e il comportamento delle autorità della provincia di Trento, che sempre più spesso, dopo avere incassato i soldi, non sono in grado di mantenere gli impegni previsti nel progetto stesso: obblighi di protezione non solo degli orsi, ma anche dei loro habitat».

Si parla di «ingenti fondi europei (quasi 8 milioni di euro)» e quindi di «un chiaro caso di spreco del denaro dei contribuenti europei che deve esser sanzionato», concludono Frassoni e Gandini.

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