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Enna, sindaco e giunta si tagliano i compensi

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Dal primo ottobre il primo cittadino potrà contare su un'indennità di 4.481,62 euro, il suo vice 2.464,89 mentre agli assessori assegno di 2.016,73 euro

ENNA. Come già aveva annunciato sabato scorso in consiglio comunale il sindaco Paolo Garofalo, la giunta comunale ha determinato un taglio dei propri compensi.
In una delle prime sedute di questa settimana l'esecutivo di palazzo di città ha sottoscritto una riduzione dei propri compensi mensili di un ulteriore 10 per cento.
E così già dal primo ottobre il primo cittadino potrà contare su un'indennità di 4.481,62 euro, il vicesindaco di 2.464,89 euro mentre gli assessori percepiranno un assegno individuale di 2.016,73 euro.
È bene precisare che tali somme sono da considerare al lordo e quindi quanto arriva in tasca agli amministratori è molto meno.

Il netto può determinarsi solo secondo le aliquote individuali di ogni componente della giunta. Questa è la seconda volta che l'esecutivo comunale taglia i compensi al proprio interno. La prima avvenne con una delibera nell'aprile 2013. Contabilmente il taglio, del 10 per cento, ebbe effetto dal primo maggio.
Sommando le due riduzioni il sindaco Garofalo fa risparmiare ogni mese alle casse comunali ben 1120,40 euro considerato che l'indennità intera è di 5.602,2. La sforbiciata per il vicesindaco Salvatore Cappa è di 616,22 euro al mese considerando che l'indennità piena è pari a 3.081,11 euro.

Per gli assessori 504,18 euro in meno per ognuno di loro. Ad inizio consiliatura potevano vantare un'indennità piena di 2.520,91 euro. Nella delibera Garofalo e i suoi assessori hanno sottoscritto che il taglio all'indennità è dovuta alla grave «crisi economica che attanaglia ormai da anni il nostro Paese e che produce i suoi effetti negativi principalmente sulle classi meno abbienti della popolazione». Ma la riduzione dell'indennità arriva anche per le «considerevoli diminuzioni dei trasferimenti erariali che ha comportato l'aumento dei prelievi fiscali sulla popolazione residente».

Come dire la comunità soffre e la giunta si autoimpone un taglio un sacrificio individuale. L'attuale momento impone a tutti tirare la cinghia e sindaco e assessori non si tirano indietro. Intanto l'assessore al Bilancio Vittorio Di Gangi risponde ai sindacati Cgil, Cisl e Uil e in particolare a Sigfrido Fadda nella polemica riguardante l'assistenza domiciliare agli anziani. Il documento dei sindacati sosteneva che gli amministratori avrebbero potuto finanziare il servizio utilizzando l'avanzo di amministrazione mediante una variazione di bilancio.
«Non è così - dice Di Gangi - La contabilità pubblica non è cosa da bar e attiene a regole ben precise. In questo caso era impossibile operare con una variazione di bilancio».

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