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Trasporto disabili a Trapani, protestano le famiglie: "No a spese condivise"

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Per il consigliere comunale la richiesta in concreto limita e comprime tutte quelle famiglie dove l’assistenza dei propri disabili incide sui redditi ben oltre il sostegno economico previsto.

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TRAPANI. Compartecipazione delle spese per coloro che da casa devono raggiungere i centri di riabilitazione. È quello che, da quest’anno, chiede il Comune dopo che la Giunta Damiano ha approvato una delibera che prevede la modifica, tenendo conto del reddito Isee di ciascuna famiglia.

«Mentre in tutto il mondo personaggi noti e meno noti, fanno a gara per mostrare solidarietà alle persone meno fortunate, anche con gesti simbolici — tuona Francesco Salone, consigliere di Forza Italia che ha raccolto le istanze che gli sono pervenute da parte di alcune famiglie e che, ha presentato una interrogazione rivolta al sindaco Vito Damiano —, a Trapani l'amministrazione comunale, con rara intempestività, si muove in controtendenza con uno zelo burocratico che guarda ai conti degno di miglior causa».

Per il consigliere azzurro «si tratta di un atto che, benché spiegabile e spiegato dal punto di vista finanziario ed economico, non può trovare giustificazione alcuna poiché dall'altra parte non ci sono numeri di matricola, soggetti che freddamente e passivamente si devono considerare potenziali fruitori di un servizio, come potrebbe essere qualsiasi servizio di trasporto pubblico, ma persone vere. Ragazzi, ragazze, uomini e donne che soffrono quotidianamente la disabilità e per i quali il semplice trasporto verso i luoghi di terapia rappresenta una piccola conquista verso la normalità».

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