Domenica, 23 Settembre 2018
IL MIGLIOR DOCUMENTARIO

Al Salina DocFest vince il film italo-francese di ZimmerFrei

L'assegnazione del Premio «Tasca d'Almerita» per il miglior docu in concorso al film «La Beautè c'est ta tete». La pellicola appartiene alla serie Temporary Cities, un ciclo che racconta di luoghi molto circoscritti e zone in cui è in corso una trasformazione urbana, sociale e culturale

PALERMO. L'ottava edizione del SalinaDocFest, di Giovanna Taviani si chiude con l'assegnazione del Premio «Tasca d'Almerita» per il miglior documentario in concorso al film «La Beautè c'est ta tete», di ZimmerFrei (Francia/Italia).

Il film appartiene alla serie Temporary Cities, un ciclo di documentari che racconta di luoghi molto circoscritti e zone in cui è in corso una trasformazione urbana, sociale e culturale (fanno parte della serie LKN Confidential, Bruxelles, The Hill, Copenaghen, Temporary 8th, Budapest e Hometown | Mutonia). La giuria, composta da Cristina Piccino, Pasquale Elia, Gabriella Gallozzi, Wilma Labate e Edoardo Winspeare, ha deciso di assegnare una menzione speciale al film «The show mas go on» di Ra di Martino (Italia). «Mas, i Magazzini allo Statuto, apre a Roma all'inizio del secolo scorso, in Piazza Vittorio, la piazza più multietnica della città. La sua vocazione originaria era di magazzino di lusso, e a testimoniarlo restano i sontuosi lampadari. Ma in seguito Mas è diventato il magazzino del popolo. Altra menzione speciale al film »La malattia del desiderio« di Claudia Brignone che vince anche il Premio »Signum« come documentario più votato dal pubblico. Sullo sfondo dello stadio San Paolo (Napoli, Fuorigrotta), esattamente sotto la curva A sorge il SER.T: servizio per le tossicodipendenze. In questo quartiere, che la domenica si popola di tifosi, c'è un luogo che custodisce le storie di medici e pazienti. Il premio »Malvasia«  per il video contest Isolani si isolati no!», assegnato dalla giuria composta da Letizia Airos, Ivo Basile, Flavio Natalia, Ugo Parodi e Alberto Tasca, va al cortometraggio «In città sei un numero», di Salvatore Tuccio. Menzione speciale della giuria a Gianfranco Taranto e Marco Miuccio. Menzione speciale «SDF» a Sally D'Albora per «Marinareddu».

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