Venerdì, 16 Novembre 2018
NEL MESSINESE

Incendio alla raffineria di Milazzo: il pm nomina pool di investigatori

Aperto un fascicolo contro ignoti sul rogo che si è sprigionato stanotte dal serbatoio 513. Disposto anche il sequestro dell'area

MILAZZO. Mentre le fiamme sono state quasi spente e nel cielo non si vede più il fumo denso e nero apparso sulla raffineria fin dalle prime luci dell'alba la procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un fascicolo contro ignoti sull'incendio che si è sprigionato stanotte dal serbatoio 513 della raffineria di Milazzo e ha disposto il sequestro dell'area.

I carabinieri di Milazzo cominceranno le indagini appena le fiamme saranno spente e l'area accessibile. I carabinieri sono arrivati sul posto pochi minuti dopo l'incidente, coordinati dal comandante della compagnia, Antonio Ruotolo, e di quello della stazione mamertina, Tommaso la Rosa.  La Federazione dei Verdi di Milazzo chiede che ''la procura  disponga immediatamente le indagini necessarie ad accertare le cause di tale evento catastrofico accaduto all'interno della Raffineria di Milazzo - scrive il portavoce Peppe Marano - e che disponga tutte le misure cautelari come per esempio il sequestro degli impianti interessati e anche quelli per effetto domino dall'evento incidentale per prevenire ogni ulteriore pregiudizio e danno per la salute e la sicurezza della popolazione residente e dell'ambiente".    Intanto sul'origine dell'improvviso incendio al serbatoio 513 pieno a metà di virgin nafta (semilavorati di benzina) vengono fuori alcune indiscrezioni non confermate dai dirigenti della raffineria secondo cui il serbatoio che ha preso fuoco nel pomeriggio di ieri presentava alcune anomalie. A quel punto sarebbe stata disposta la "schiumatura" del tetto ed il trasferimento del prodotto in un altro serbatoio.

Improvvisamente, però, alle ore 00.45 le fiamme si sono sviluppate alte. Il comandante del porto, capitano di fregata Matteo Lo Presti, ha disposto subito l'allontanamento delle petroliere ancorate nella rada di Milazzo. Per tutta la nottata le fiamme sono state sempre visibili anche in lontananza. Al comune si è riunito il Coc - centro operativo commissariale - presieduto dal sindaco, Carmelo Pino, con i comandanti della polizia municipale, dei carabinieri, della Finanza e del dirigente del commissariato di P.s. Il sindaco ha disposto la chiusura di tutte le scuole ed ha chiesto l'intervento urgente dell'Arpa per verificare l'ambiente del comprensorio milazzese.

A distanza di 36 ore tutto sembra essere tornato alla normalità nell'industria petrolifera milazzese. Il contenitore da centomila tonnellate è accartocciato e ora la procura di Barcellona Pozzo di Gotto dovrà indagare per capire le cause che hanno causato l'incendio.

Il sostituto procuratore di Barcellona Francesco Massara ha nominato un pool di investigatori presieduto dal comandante del porto, capitano di fregata Matteo Lo Presti e formato da carabinieri, Arpa e dall'unità operativa complessa di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell'Asp di Messina. Il magistrato ha nominato come consulente tecnico d'ufficio un ingegnere, esperto in progettazione di impianti petroliferi.

Dopo la messa in sicurezza del serbatoio da parte dei dipendenti della Raffineria, l'area è stata circoscritta e posta sotto sequestro. Intanto il comandante del porto di Milazzo, come aveva annunciato al prefetto durante l'incontro avvenuto al comune ieri mattina, ha convocato per domani mattina, un tavolo tecnico con Vigili del fuoco, genico civile, demanio marittimo e regione, per fare il punto sulla situazione ed essere autorizzato a far riprendere gli ormeggi ai pontili dell'industria petrolifera.

Lo stesso capo del compartimento marittimo ha già autorizzato i piloti del porto a riportare le petroliere in rada dopo l'allontanamento di venerdì notte.

Confermata infine per giovedì prossimo l'incontro in Prefettura con tutti i sindaci del comprensorio per consentire al Prefetto di raccogliere i suggerimenti dei primi cittadini che, già nel primo incontro al comune di Milazzo hanno evidenziato numerose disfunzioni sull'apparato organizzativo, sull'informazione e sulla comunicazione da parte di tutti.

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